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Le tensioni nell'équipe del Monaldi che operò Domenico, la denuncia di 11 infermieri: «Da Oppido umiliazioni e urla, clima di lavoro tossico»

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04.03.2026

In una lettera inviata a fine gennaio alla direzione dell'Azienda ospedaliera dei Colli le accuse dei sanitari che lavoravano a stretto contatto con il cardiochirurgo che ha operato il piccolo morto a seguito di un trapianto fallito

«Un ambiente di lavoro percepito come fortemente tossico, intimidatorio e lesivo della dignità professionale con ripercussioni rilevanti sul benessere psicofisico degli operatori e conseguentemente sulla qualità dell'assistenza erogata». E ancora: «Urla e aggressività verbale, umiliazioni e svalutazione pubblica delle competenze professionali. Bestemmie e imprecazioni». È così, con queste parole, che in una lettera consegnata alla direzione dell'Azienda ospedaliera dei Colli, cui afferisce il Monaldi di Napoli, un gruppo di 11 infermieri si lamentava delle condizioni di lavoro create, questa la loro esplicita accusa, dai «comportamenti sistematici e quotidiani messi in atto dal dottor Guido Oppido», il cardiochirurgo a capo dell'équipe che ha operato il piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto a seguito di un trapianto fallito, i cui funerali sono stati celebrati oggi nel Duomo di Nola, in provincia di Napoli. 

La lettera porta la data del 27 gennaio, dunque circa un mese dopo l'intervento sul bambino, che attendeva un cuore nuovo dall'età di tre mesi e che ha ricevuto un organo donato a Bolzano e arrivato lesionato al Monaldi a seguito di una serie di errori che l'inchiesta avviata dalla Procura di Napoli intende delineare con certezza per stabilirne le responsabilità. Oppido è tra i tra i sette medici e infermieri indagati per la vicenda, sospeso dalla Direzione del Monaldi insieme alla collega, anche lei indagata, Gabriella Farina, che guidava invece il team che, a Bolzano, si è occupato dal prelievo dell'organo da portare a Napoli. Entrambi sono stati segnalati all'Ordine dei Medici della Campania dall'avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, che ha chiesto l'apertura di un procedimento disciplinare nei loro confronti. 

Oppido, raggiunto dalle telecamere del programma “Lo Stato delle Cose” di Massimo Giletti, si è difeso affermando: «Ho fatto tutto quello che dovevo fare. E l’ho fatto bene. Non merito di essere trattato così».  Eppure, al di là delle sue eventuali responsabilità nel caso specifico, chi lavorava a stretto contatto con lui parla di «un clima lavorativo caratterizzato da paura, tensione costante  perdita di fiducia reciproca all'interno dell'équipe» imputandone la responsabilità al professionista. Criticità che, si legge nella lettera, sarebbero state già segnalate dagli infermieri in sede di audizione con i vertici dell'ospedale. 

La lettera denuncia del sanitari del Monaldi arriva alcuni giorni dopo la riunione durante la quale Oppido sarebbe arrivato  secondo la testimonianza resa da un'infermiera in Procura - a sferrare un calcio ad un termosifone: il medico avrebbe perso la calma nel momento in cui realizzava che dalla cartella clinica relativa all'intervento risultava che l'orario del clampaggio del cuore malato di Domenico era quello delle 14.18, ossia almeno 12 minuti prima dell'arrivo del cuore nuovo in sala operatoria. Quel cuore che poi medici e infermieri avrebbero scoperto essere in un «blocco di ghiaccio». 

Il ricordo del cardinale Battaglia: «Ogni volta che accarezzavo la manina di Domenico, anche nel silenzio del coma, versava una lacrima»di Mimmo Battaglia

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L’infermiera al pm: «Domenico aveva il torace aperto e vuoto»di Dario Sautto

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Il trapianto su Domenico e lo stupore del caposala: «Ma cos'ha fatto, ha già levato il cuore?». E il chirurgo disse: «Non farà mai un battito». Sospesi i dirigenti medici Oppido e Farinadi Dario Sautto

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La telefonata dal parcheggio: «Abbiamo il nuovo organo». Ma il chirurgo già da 4 minuti aveva tolto il cuore di Domenico, prima di scoprire che quello nuovo era «bruciato»di Dario Sautto

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Domenico, il chirurgo Oppido: «Le cose le ho fatte bene, sono una vittima. Non merito di essere trattato così»di Dario Sautto

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4 marzo 2026 ( modifica il 4 marzo 2026 | 18:42)

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