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In una formula la realtà che c'inchioda Ma sovrano è questo debito

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31.05.2019

Lo sa bene il titolare dell’Economia, la spada di Damocle alzata sul collo dell’Italia non sono i vincoli europei, ma la trappola del debito in cui ci siamo incastrati. Giovanni Tria l’avrà probabilmente ribadito ieri al vicepremier e capo della Lega, Matteo Salvini. E l’avrà rispiegato al Consiglio dei ministri mentre preparava la risposta da recapitare entro oggi a Bruxelles: il problema non è sforare più o meno il 3% nel rapporto tra deficit e Pil, limite che la Commissione ci lascerebbe anche superare qualora “in tendenza” il nostro debito pubblico fosse destinato a scendere. Il vero dilemma è trovare qualcuno – piccoli e grandi investitori, Bot people e istituzioni finanziarie estere: i “mercati”, insomma – disposto a prestarci denaro a un tasso di interesse sostenibile.

Il termometro di questa fiducia – ormai lo sappiamo tutti – si chiama spread. Se è alto, vuol dire che i mercati si fidano di meno della nostra solvibilità, reclamando di conseguenza interessi maggiori sul denaro che prestano al Tesoro sottoscrivendo titoli di Stato. In questo momento, con un differenziale tra Btp e Bund intorno ai 280 punti, risultiamo tra i Paesi più........

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