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Cattolicesimo italiano ed economia, una storia di “cose nuove”

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sunday
Ci sono state stagioni della civiltà europea quando l’amore, il dolore, le esperienze e gli esperimenti dei cristiani hanno generato parole di carne che poi sono diventate encicliche papali, documenti, riviste e libri che hanno universalizzato e generalizzato quell’amore e quel dolore civili. Non avremmo avuto la Rerum novarum (1891) – o sarebbe stata molto più povera e meno influente – senza il movimento cooperativo, le casse rurali, il movimento sindacale, le leghe operaie, le società di mutuo soccorso, l’Opera dei congressi... Certo, sono state importanti anche le idee teologiche di padre Matteo Liberatore o quelle socio-economiche del giovane professore Giuseppe Toniolo, ma prima sono stati i fatti a vagliare, discernere, selezionare e valorizzare le idee dei teologi, dei filosofi, degli economisti e poi dei Papi. Nel cristianesimo non sono le idee a validare i fatti, ma il contrario. «La realtà è superiore all’idea», non è infatti solo un principio molto caro a papa Francesco: è soprattutto una sintesi del cristianesimo, del suo umanesimo fondato sul Verbo che si fece carne – il Logos non è entrato nella storia diventando una idea, una ideologia o un libro, ma facendosi bambino. Le idee sono vive, vivificanti e capaci di trasformare il mondo solo quando sono carne.Allora, l’impatto, la qualità e la capacità trasformativa di un documento della Chiesa dipendono molto, quasi interamente, dalla qualità e dalla capacità generativa di imprenditori, di cooperatori, di politici, di cittadini, di studiosi, soprattutto di intere comunità cristiane, che vivono e sperimentano cose nuove nella loro carne, individuale e collettiva. L’inchiostro “simpatico” dei documenti importanti della Chiesa è il sangue dei testimoni e dei martiri. Siamo tutti in attesa della prima enciclica sociale di papa Leone, e siamo ben coscienti che questo documento non potrà creare la realtà: potrà vederla, darle ali, amplificarla, potrà far diventare “non ancora” alcuni piccoli “già”; ma sarà ancora una volta la realtà che la Chiesa, e l’umanità, stanno già vivendo a conferire qualità e impatto alle encicliche di Leone XIV, come fu con la Rerum novarum di Leone XIII. Senza questa “carne” e questa vita, le encicliche sono documenti di carta che non migliorano il mondo economico e sociale.La serie di articoli che iniziamo oggi è una esplorazione dell’intreccio tra economia e cattolicesimo nell’Italia contemporanea, in particolare durante quel lungo secolo che da metà Ottocento ci ha portato alla fine del XX secolo, passando per il socialismo, il modernismo, le guerre e il fascismo con la sua dottrina economica “corporativista”, di cui pur ci occuperemo. Economia e religione cattolica saranno dunque........

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