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Chi vuole vincere annientando l'avversario prepara una nuova guerra

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03.01.2026
Papa Leone XIV ha detto in questi giorni in cui le trattative fanno filtrare qualche spiraglio di luce: «Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici». Sono parole forti e sorprendenti perché arrivano in un tempo in cui la corsa al riarmo viene spesso descritta come inevitabile, e in cui ogni richiamo alla diplomazia rischia di essere bollato come ingenuità o cedimento al nemico. Da economista verrebbe da dire che ogni guerra, prima ancora che una scelta politica o militare, è tragicamente inefficiente ed è un errore di “teoria dei giochi”. È la decisione di leggere il mondo come un grande tavolo da poker, dove se io vinco tu devi perdere e le risorse sono fisse e l’unico modo per star meglio è strappare qualcosa a qualcun altro. È il riflesso paleolitico del gioco a somma zero. Abbinato alla tentazione di credere che la forza sia l’unico linguaggio possibile, e che il futuro si costruisca con la paura.Eppure noi – l’Occidente, l’Europa, l’esperienza storica nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale – siamo figli di un’intuizione radicalmente........

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