E’ crollo delle nascite. Natalità ai minimi storici
L’ISTAT ha presentato ieri, 21 maggio 2026, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, il Rapporto annuale della situazione del Paese. Il presidente Francesco Maria Chelli ha illustrato un quadro demografico segnato dal crollo delle nascite. Nel 2025 il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, valore tra i più bassi d’Europa. Dal rilevamento statistico emerge un Paese sempre più anziano, con forti squilibri territoriali. Giunto alla trentaquattresima edizione nell’anno del Centenario dell’ISTAT, il Rapporto annuale 2026 offre un quadro informativo integrato sulle sfide economiche, demografiche e sociali che il Paese è chiamato ad affrontare. Articolato in quattro Capitoli, il documento analizza l’evoluzione dello scenario macroeconomico e del sistema produttivo alla luce della conoscenza e dei progressi della transizione ecologica. Particolare attenzione è dedicata alle trasformazioni delle famiglie e del mercato del lavoro, alle disuguaglianze socioeconomiche e sociosanitarie, alla tenuta del capitale sociale e delle reti di supporto formali e informali. L’obiettivo è restituire le dinamiche che sostengono la coesione della società italiana e la sua capacità di innovazione e sviluppo. Nel 2025 le nascite si sono fermate a 355mila unità, in calo del 3,9% rispetto al 2024, con un’età media al parto salita a 32,7 anni. Il tasso di fecondità di 1,14 figli per donna colloca l’Italia tra i Paesi europei con la più bassa natalità. La popolazione residente al 1° gennaio 2026 si attesta a 58,9 milioni, in calo di oltre un milione di unità nell’ultimo decennio.........
