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Mario Lupo, Parma e il dovere della memoria

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25.08.2026

Il 25 agosto 1972 Parma visse una delle pagine più drammatiche della propria storia democratica. Quel giorno venne ucciso Mariano “Mario” Lupo, un giovane operaio siciliano di vent’anni, militante di Lotta Continua, arrivato a Parma con la sua famiglia in cerca di lavoro e di una vita migliore.

Mario non arrivò a quella sera senza aver già conosciuto la violenza e le intimidazioni dell’estrema destra. Nelle settimane precedenti era stato minacciato e aggredito. Anche il 25 agosto, nel pomeriggio, si verificarono episodi di provocazione nei suoi confronti. Era quindi una giornata già segnata da una forte tensione politica e da un clima di intimidazione.

La sera Mario si recò verso il Cinema Roma, in viale Tanara, insieme ad alcuni compagni. Lì era stato preparato un agguato. Un gruppo di neofascisti si era appostato nelle vicinanze del cinema, pronto a intervenire.

Intorno alle 22.30, davanti al cinema, l’aggressione ebbe inizio. I fascisti uscirono dal loro nascondiglio e si lanciarono contro il gruppo di giovani. Alfonso Piazza venne aggredito e Mario intervenne per difendere il compagno. Fu in quel momento che venne colpito al cuore da una coltellata. La ferita fu mortale.

Nella ricostruzione di quella terribile aggressione è rimasta anche una frase attribuita agli aggressori e rivolta a Mario: «Non ti uccidiamo perché sei comunista,........

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