A settembre ricomincia il gioco
“Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età, dopo l’estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità … Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, come scintille bruciano nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità …” – omaggio al Maestro F. Guccini, tratto dalla Canzone dei dodici mesi. Un esercizio difficile, quello di guardare nelle pupille del futuro anche se sta dietro l’angolo. Esso ci si presenta alla porta attraverso la foschia, bussa ed entra in casa senza chiedere permesso. Un esercizio difficile quello del riformismo. Specie in un paese che quasi tutto è tranne riformista davvero. Dicevano nel Gattopardo che tutto sembra cambiare così che nulla cambia nei fatti. In assenza di proprie politiche progressiste efficienti negli ultimi anni, il paese deve guardare più al passato, a sistemi già collaudati e funzionali, per vedere avanti. Districarsi tra destra, centro e sinistra e altre etichette. Tuttavia, le scelte ed il potere nella gestione vera delle cose non indossano una divisa di un colore chiaro. Esistono persone, idee, momenti storici e fare ciò che si può. Un impegno faticoso dal punto di vista intellettuale e culturale, e ancor di più da quello psico-emotivo. Un’entropia costante, le cose stanno come sono, dato che capita di vedere dati scientifici adattati alle teorie di parte piuttosto che un approccio corretto, lì dove si adotta la giusta teoria da applicare alle variabili in questione. I tre punti cardini del PSI in sintesi: casa, giovani, sgravi per le piccole imprese (vedi programma Avanti). Non dissimili da quelli avanzati oltreoceano dai Democratic Socialists USA (vedi Abdul-El Sayed). Libertà e giustizia sociale, far sì che tutti abbiamo una chance agli slot del miglioramento. Le cose complesse vanno comunicate in modo semplice, non necessariamente contro, ma per ‘qualcosa’. Le istanze devono partire da bisogni reali dal basso. La Teoria dei meriti e dei bisogni diventa più attuale di prima nel futuro prossimo. Come conciliare la giustizia sociale e valorizzare le capacità individuali in un sistema liberale ed egualitario? Il lavoro e il talento dovrebbero essere riconosciuti in base al merito, ma lo Stato dovrebbe anche aiutare i meno fortunati; questa duplice dimensione può coesistere armoniosamente. Il riformismo liberal socialista, in grado di coniugare diverse istanze in un ‘epoca polarizzata dove tutto diventa pancia, opinione, cattivo umore e spesso banalità. Ciò non consente di mettersi davvero d’accordo, in marcia con un obiettivo, usando il metodo, non sostituendo il metodo all’obiettivo. Cambiare ciò che serve: mutatis mutandis: avanti con tradizione e innovazione. Nel frattempo, capita sovente di vedere la burocrazia ingerire il cittadino come entità (i.e- le tortuosità per avere una CI che è un riconoscimento e un diritto base) piuttosto che una persona completa, la quale ricomincia il gioco della propria identità. Questo è un limite enorme ed avvilente che porta le persone a preferire dittature soft e........
