CasaPound: Parassiti all’Ombra della Torre
C’è un paradosso che rode il cuore della politica italiana, più corrosivo di molti scandali giudiziari. È il paradosso di un’organizzazione che proclama la morte dello Stato mentre ne succhia metodicamente la linfa, che deride la sinistra mentre le ruba il vocabolario. In via Napoleone III a Roma, questo paradosso ha preso la forma di un palazzo: “La Torre” di CasaPound. Per un giovane socialista, osservare questa vicenda non è assistere a una banale occupazione abusiva. È presenziare all’autopsia di due fallimenti: quello di uno Stato che non osa applicare le proprie leggi, e quello di una certa sinistra, cui è stato sottratto il monopolio della protesta e trasformato in arma controrivoluzionaria.
Ma la questione vera, ben più grave dell’indignazione stessa, è più profonda e ci interpella direttamente: che cosa pensiamo, noi socialisti, dell’occupazione? Dove tracciamo la linea tra un atto di giustizia sociale e un mero atto di forza? Tra la riappropriazione di un bene comune e l’esercizio di un privilegio tribale? Rispondere non è facile, perché rischia di scoprire le nostre ipocrisie o, peggio, di confondere i principi con la tattica. Eppure, se vogliamo essere credibili nel denunciare il parassitismo di CasaPound, dobbiamo avere il coraggio di una riflessione onesta che parta da noi stessi.
L’occupazione, per la tradizione socialista, non è mai stata un........
