Bianca e il dovere della politica
Ci sono tragedie davanti alle quali la prima reazione dovrebbe essere il silenzio. Il rispetto per una bambina di cinque anni, per la sua vita spezzata e per una famiglia travolta da una vicenda che lascia dolore e interrogativi. La morte di Bianca, insieme a quella dei suoi genitori Luca e Valentina, non può essere trasformata in una semplice vicenda di cronaca e, soprattutto, non può essere utilizzata per cercare facili spiegazioni o giustificazioni.
L’uccisione di una bambina non può essere giustificata. Ma una società democratica e civile ha il dovere di interrogarsi sulle condizioni che possono accompagnare la vita di una famiglia quando la disabilità richiede assistenza continua e permanente. Ed è qui che la questione diventa anche politica, nel senso più nobile della parola: quale società vogliamo costruire? Una società nella quale la cura di una persona fragile viene considerata principalmente un problema privato della famiglia oppure una responsabilità collettiva? La risposta, per chi crede nei valori del socialismo, non può essere ambigua.
La persona viene prima del profitto, la dignità prima dell’interesse economico, il diritto all’assistenza prima della logica del risparmio. Una famiglia che ha al proprio........
