«Come si fa a credere ancora ad Hamas?»
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«Come si fa a credere ancora ad Hamas?»
«Non credo ad Hamas, sono tutte bugie». Lapidario, una doccia gelata sul barlume di ottimismo acceso dall’annuncio, da parte dell’organizzazione terroristica, dello scioglimento del “governo” della Striscia di Gaza. «Hamas, Hamas… cosa bisogna fare con Hamas? Quante volte lo hanno detto? Come si fa a crederci ancora? E credi davvero che Israele accetterà di ritirarsi senza un disarmo di Hamas? Per fare posto a chi? Dov’è la forza multinazionale di sicurezza? La polizia araba che dicono dovrebbe controllare la Striscia? Lì a Gaza comandano in una parte gli israeliani con quello che resta delle milizie – io le chiamo bande – di Yasser Abu Shabab, ucciso lo scorso anno, che si atteggiano a oppositori dei fondamentalisti; nell’altra parte dominano ancora Hamas e le tribù della zona. Tra loro vivono, nelle tendopoli, centinaia di migliaia di poveracci che non possono uscire da questa gabbia e sopravvivono, in che modo lo sapete».
Chi parla a Tempi è una personalità molto vicina al presidente della Autorità nazionale palestinese, che ben conosce le dinamiche contorte dei “signori” della Cisgiordania e di Gaza. Non possiamo fare il suo nome, ne va della sua vita. Ma il suo pensiero riflette quello di molti fra i palestinesi e degli arabi israeliani, se non di tutti. E fotografa quello del governo e di molti nella società civile ebrea, su cui pesa indelebile la memoria del massacro del 7........
