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La tragedia di Crans-Montana e il paradosso della vita in pericolo

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03.01.2026

Non c’è mai nulla di casuale nelle tragedie, eppure a Crans-Montana la selezione è stata di una crudeltà geometrica. Chi è stato respinto all’ingresso del locale svizzero Le Constellation ora ringrazia: «Il buttafuori ci ha salvato la vita». Qualcuno rivela l’esistenza di una porticina secondaria, un passaggio riservato protetto da un codice numerico, ma «un amico lo aveva dimenticato» e la festa è rimasta un desiderio proibito: «Tre minuti dopo, è esploso tutto a pochi metri da noi». «Trenta secondi e sarei stato dentro anche io», ripete un altro ragazzo.

«Ho rotto la finestra con un piede»

C’è chi ha cambiato programma all’ultimo minuto per banali questioni di ufficio, rinunciando alla Svizzera: «Un caso che ha salvato mia figlia che avrebbe trascorso la serata in quel locale». Chi, trattenendo la propria prole in casa tra brindisi e panettone, sospira: «Per colpa nostra ha fatto tardi, ed è ancora viva». Tra chi si è attardato con la madre c’è un ventenne che, arrivato davanti al locale nel momento del disastro, ha dovuto improvvisare il più terribile dei triage: tastando polsi e incrociando sguardi, ha scelto chi caricare in auto verso l’ospedale di Sion e chi lasciare sull’asfalto gelido. Come lui, un altro giovane si è fatto soccorritore davanti allo spettacolo di «coetanei senza più capelli, coi volti sfigurati e le mani insanguinate, che cadevano a terra uno dopo l’altro».

Qualcuno è vivo per un riflesso incondizionato, «Ho rotto la finestra con un piede», e qualcuno altro riesce a far dire al direttore della federazione pompieri Ticino che forse proprio quella repentina disponibilità di ossigeno sia stata «la classica goccia che fa traboccare il vaso». Poi ci sono quelli come Stefan, uno dei bodyguard: «Ha salvato diversi ragazzi aiutandoli a uscire dalla sala di sotto», scrivono gli amici. Stefan non è stato ancora ritrovato. Eppure anche il pronto intervento dei buttafuori, richiamati all’interno del locale dalle grida “al fuoco” ha avuto una tragica parte nella notte di Capodanno: trovando la porta sguarnita la folla in coda, intravedendo un varco, si è riversata dentro proprio mentre chi era già tra le fiamme cercava disperatamente di uscire, sigillando il tappo della morte.

«Sono figli nostri», non «figli di papà».

La Procuratrice........

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