I morti iraniani non mobilitano la sinistra italiana
Per gentile concessione dell’autore ripubblichiamo un articolo di Antonio Gozzi apparso su Piazza Levante.
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Alcuni dei nostri affezionati lettori hanno storto il naso perché nel mio editoriale della settimana scorsa ho evocato l’Occidente (con la O maiuscola) e ho rimarcato il fatto che esiste un asse, che alcuni chiamano “asse del male”, costituito da Russia, Iran, Corea del Nord e altri stati e staterelli “canaglia” come il Venezuela che, con la benedizione della Cina, agisce in tutti i modi possibili contro l’Occidente, i suoi valori, le sue democrazie.
Sono stato criticato perché ho detto che il posto dell’Italia nel terremoto in corso negli equilibri geopolitici del mondo non può che essere con l’Occidente e gli Usa, a prescindere di chi sia il presidente degli Stati Uniti.
In effetti a molti non piace che si parli di Occidente come punto di rifermento e coalizione di Stati; al contrario si ritiene che sull’Occidente ricadano colpe storiche, e lo si addita spesso come il principale responsabile dell’instabilità e del caos attuali.
Non piace che si parli dell’Occidente neanche a quelli che pensano che l’Europa possa fare da sola, che possa fare a meno del rapporto con gli Usa; una sorta di terzietà che però non ci protegge dal crescere nelle nostre società di movimenti di integralismo islamico sempre più collegati a settori della sinistra estrema, o dall’invasione di prodotti cinesi che distruggerà, in un tempo non troppo lungo, la nostra industria.
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