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È una riforma lineare, proporzionata e reattiva

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24.03.2026

Se c’è un merito che va senza meno riconosciuto a quel potentissimo soggetto del panorama politico italiano che è l’Associazione nazionale magistrati, è d’essere riuscita, nello spazio di poche settimane, ad organizzare una campagna politica indubbiamente efficace, fatta di slogan, testimonials, salotti mediatici, manifestazioni di piazza, elaborazioni di suadenti tesi, coinvolgimento di forze politiche, insomma di tutto quanto richiede una capacità d’associare e coinvolgere tra le forze più varie, che è proprio d’un ben sperimentato partito politico. Quale, a mio avviso, indubbiamente l’Anm è.In effetti, la potente organizzazione dei magistrati organizzati in forza politica, non sembri un gioco di parole, è stata in grado di creare un’autentica bolla mediatico-retorica, trasformandosi da carnefice in vittima, ovviamente si fa per dire. Questa riforma costituzionale non è il frutto d’una decisione assunta a tavolino da alcune forze politiche che un certo qual giorno hanno deciso di far fori l’autonomia dell’ordine giudiziario. Già detta così – perché così è rappresentata dagli esponenti più audaci dell’Anm – la cosa appare storicamente inaudita. Nessun partito politico, forse nemmeno uno rivoluzionario, potrebbe concepire un disegno così ambizioso, per di più all’interno d’uno stato costituzionale e pieno di vincoli come il nostro. La riforma è l’esito d’un lungo accumularsi di deviazioni all’interno della magistratura italiana. Deviazioni fatte di scambi di potere, ‘errori giudiziari’, autentiche persecuzioni di leader politici indagati sin........

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