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Ma Solovyev offende l'Italia senza che Putin lo sappia?

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27.04.2026

Ma cosa avranno da ridere gli Aldo, Giovanni e Giacomo della politica italiota, al secolo Monti, Conte e Prodi, che nonostante gli oltre due secoli complessivi di età hanno ripreso a ciondolare sullo scenario politico nazionale e vorrebbero continuare a condizionarlo con le loro proposte? Poco, molto poco.

Ma per il quartetto delle meraviglie del campo (santo) allargato a Pd e Avs è sufficiente che qualcuno, magari la redazione unificata, galvanizzata da una vittoria elettorale anche solo condominiale, ne tessa gli elogi, raccontando che si tratta di un’inversione di tendenza, che il centrodestra ha perso il consenso degli italiani, che sono finiti i tempi magri e che per loro si prospettano nuovi e significativi successi, per farli festeggiare e lanciare proposte antiche come il cucco, come fossero idee nuove di zecca, frutto delle loro meningi ancora fumanti di voglia di protagonismo.

Tant’è che se Monti – nel 2011, epoca della sua nomina “napolitaniamente stangatista” dell’Italia, le cui conseguenze sono gli esodati della legge Monti-Fornero e la superstangata Imu – vorrebbe ricucinare un’avveniristica minestra alla “grande ammucchiata”, un generale mettiamoci insieme, tanto pagano gli italiani.

Prodi, lo scopritore della già sardina diventata “sardona” del Pd,........

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