La sicurezza stradale è una sfida culturale
Gentile Direttore, sul “Roma” di giovedì scorso è stata pubblicata un’ampia ed interessante intervista del presidente dell’Aci Napoli, Antonio Coppola, che traccia un bilancio di quanto fatto ed accaduto nella nostra città durante il decorso anno. Leggo sempre con particolare attenzione gli interventi del presidente Coppola, perché credo che ci siano poche persone preparate come lui in materia.
Mi permetto di intervenire nel dibattito aperto da tempo sulla sicurezza stradale, grazie anche alle numerose iniziative operate negli anni dallo stesso presidente Coppola, già direttore generale della sede di Napoli per più di 40 anni, e alla mia personale e orgogliosa posizione occupata all’interno dell’Aci Napoli come “socio onorario”. Come non essere d’accordo sull’impostazione che il Coppola dà all’interno dell’interessante intervista?
Generalmente, quando si parla di un qualsiasi brutto accadimento, si chiama in causa per prima la prevenzione, poi la sanzione, atto finale di un qualsiasi reato o contravvenzione. Ed è così nei comportamenti avventati e pericolosi di tanti cittadini, soprattutto giovani, che si mettono alla guida di un qualsiasi veicolo. Coppola, però, non si ferma alla sola “denuncia” delle violazioni del Codice della Strada; egli va più nel profondo, “denunciando” un certo “lassismo” delle Istituzioni Pubbliche riguardo alla sicurezza stradale e all’educazione alla prevenzione, a cominciare dalla famiglia. Le morti sulle strade, o anche solo le conseguenze invalidanti per tutta una vita a........
