La stabilità dell’Italia che va oltre il Patto
Siamo convinti che l’urgenza per l’Italia sia il temporaneo allentamento o la sospensione del Patto di Stabilità? Io no. Il Documento di Programmazione Finanziaria Pluriennale 2026, approvato dal Governo e approdato nelle aule parlamentari, viene agitato maliziosamente in questi giorni. La previsione, rivista al ribasso rispetto al 2025, di un rapporto deficit/Pil al 3,1%, comporta uno sforamento dello 0,1%, pari, in termini assoluti, a circa €. 650 milioni. Un anno fa la previsione di uscita dalla procedura di “commissariamento” si basava sulle promesse, per la gran parte mantenute, di riduzione del prelievo fiscale sui redditi da lavoro, di rafforzamento del finanziamento alla sanità, di nuove misure per sostenere la natalità e la conciliazione tra lavoro e vita privata, di investimenti delle imprese, con interventi per aumentarne la competitività e favorire la crescita economica.
Fattori imprevisti e imprevedibili, come la guerra in Medio Oriente, hanno, invece, comportato uno scostamento inevitabile di alcuni valori a causa della variazione del potere di acquisto della nostra moneta e dell’aumento dei costi........
