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Maduro: la dottrina Monroe, Trump e il nuovo vento di destra

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05.01.2026

Il 2026 apre la pagina delle relazioni internazionali con la notizia della cattura di un tiranno latino americano, Nicolas Maduro, a conclusione di una perfetta operazione militare che risparmia al Venezuela una sanguinosa guerra con gli Stati Uniti, cui era ormai avviato, e una sanguinosissima guerra civile, ormai alle porte. E quasi preannunciata con il Premio Nobel  ‘strappato’ proprio a Donald Trump e consegnato a María Corina Machado, leader dell’opposizione democratica. Ma risparmia il Venezuela per il momento. Il contesto geopolitico spiega la situazione con i suoi rischi meglio, da un lato, dell’approvazione espressa da alcuni governi latino-americani ed occidentali e, dall’altro, dell’indignazione levatasi da Pechino e da Mosca, da Cuba e dall’Onu e dalla stessa Bruxelles. Piaccia o meno, erano stati messi ampiamente in conto dall’attuale amministrazione. A testimoniarlo le parole di Trump e del segretario di Stato, Marco Rubio: nei giorni scorsi di condanna del regime, di soddisfazione a commento del blitz.

Maduro catturato dalla stessa Delta Force che piombò nottetempo sul rifugio di Osama bin Laden: inesorabile come allora. Maduro, però, non è stato eliminato: come il panamense Manuel Noriega, verrà giudicato da un tribunale Usa. E destinato a scrutare il cielo attraverso una grata. Lo ha ben previsto il viceministro degli Esteri statunitense Christopher Landau: “Una nuova alba per il Venezuela, il tiranno è........

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