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Papa Leone a Napoli tra bellezza e fango

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27.04.2026

“Napoli merita un interesse speciale, esige una diretta sollecitudine, ha bisogno di sperare”. Era il tardo pomeriggio del 21 ottobre del 1979, quando Giovanni Paolo II, dopo la visita al santuario di Pompei, raggiunse in elicottero Napoli, dove a piazza del Plebiscito fu accolto da una grande folla, nonostante i divieti di circolazione per l’austerity imposti dalla crisi petrolifera.

Da allora queste sue parole sul valore della “speranza” saranno le più invocate nell’arco di tanti anni per cercare di venir fuori da una serie di criticità ed emergenze. I primi a tradurre in progettualità operative la “speranza” furono i vescovi campani che, in un sinodo speciale, si impegnarono a “organizzare la speranza”.

Successivamente, per meglio sollecitare istituzioni, la collettività sarà lo stesso Papa Giovanni Paolo II. “Organizzare la speranza - chiarì - non vuole né può essere semplicemente una formula consolatoria. Ma deve divenire una maniera di professare la fede cristiana mediante concreto impegno di solidarietà, la promozione costante della crescita morale e del risanamento dei costumi, il superamento della........

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