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Mattarella nel discorso di fine anno: “Il desiderio di pace sempre più alto, ripugnante chi la nega” /

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Roma, 31 dicembre 2025 – E’ la pace il primo tema toccato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine 2025. "Si chiude un anno non facile – esordisce il capo dello Stato – La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace.

“Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”, le parole del capo dello Stato.

“La pace è un modo di pensare”

"La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo inizia dalla sua dimensione nazionale", ha aggiunto. 

"Di fronte all'interrogativo: "cosa posso fare io?" dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza che rischia di opprimere ciascuno. L'affermazione della libertà, la costruzione della pace sono nell'atto fondativo della nostra Repubblica, che esprime la volontà di realizzare il futuro insieme, attraverso il dialogo. Raffigura la responsabilità di essere cittadini", il monito del presidente della Repubblica.

"Nell'anno che si presenta ricorderemo gli ottant'anni della Repubblica. Ottant'anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono........

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