David Bowie: il suo mito oltre il tempo. Ha trasformato la fine in un’eterna libertà
Nove minuti e cinquantasette secondi. Tanto dura la canzone Blackstar. È solo una questione di tempo e di spazio. Ma ora il tempo: David Bowie è consapevole che quello che gli resta è poco. E quello che impongono le nuove piattaforme che hanno cannibalizzato la fruizione musicale – al di là del ritorno modaiolo al vinile – è ancora meno. La soglia da non superare è dieci minuti. Lui in studio con il fido Tony Visconti aveva pensato a una versione di Blackstar che s’allungasse anche oltre gli undici minuti. Troppo però per Spotify e per Itunes.
Blackstar non è solo una canzone, ma il disco-testamento che uscì dieci anni fa il giorno del suo sessantanovesimo compleanno (l’8 gennaio 2016) e due giorni prima di morire. Bowie conosce anche i tempi in cui vive e non sempre vi si riconosce ma li attraversa – come ha sempre fatto in tutta la sua carriera – senza cedimenti. E così ecco la canzone che non perde un grammo della sua meraviglia tagliata su quei nove minuti e 57 secondi: tanto per essere anche lì, su queste (maledette o benedette) piattaforme.
Bowie ragiona su due categorie apparentemente filosofiche (e non solo in termini assoluti): il tempo, appunto,........
