Risucchiato dall’idromassaggio, il 12enne resta in fin di vita: Spa dell’hotel sotto sequestro
Il 12enne si trova ricoverato in prognosi riservata nella terapia intensiva pediatrica dell’ospedale Infermi. Indagano i carabinieri
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Rimini, 8 aprile 2026 – Sono ore spasmodiche, vissute con il fiato sospeso e le mani giunte quelle che scorrono lente come anni nelle corsie della terapia intensiva dell’ospedale Infermi di Rimini. Fuori dalla stanza in cui un 12enne originario della provincia di Ascoli Piceno dal pomeriggio di Pasqua sta combattendo tra la vita e la morte. Una battaglia complicatissima, in condizioni estremamente critiche e con funzioni vitali non stabili ma sostenute solo da numerosi farmaci. Così è trascorsa anche ieri un’altra giornata (la terza dall’incidente di domenica in un hotel di Pennabilli) appesa alle preghiere della famiglia del giovane rimasto incastrato con una gamba nel bocchettone di una vasca idromassaggio. Risucchiato come da un buco nero in quel sifone che lo ha tenuto sott’acqua per diversi secondi, minuti, senza respirare, mentre sin da subito il papà e lo zio per primi si sono precipitati a soccorrerlo, tentando di estrarlo dalla trappola.
E mentre le condizioni del 12enne tengono con il fiato sospeso due province, Rimini e Ascoli, l’inchiesta aperta in procura per fare piena luce sull’incidente nella spa dell’albergo di Pennabilli procede con gli accertamenti del caso. Dopo l’immediato sequestro dell’area benessere e della vasca in cui l’adolescente è rimasto risucchiato, ora i carabinieri di Novafeltria – che procedono nelle indagini – si stanno concentrando sulla presenza o meno di tutti i dispositivi di sicurezza necessari all’utilizzo dell’idromassaggio. In particolar modo, l’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando sulla presunta mancanza di un componente: una rete metallica di protezione che avrebbe dovuto impedire il ’risucchio’ della gamba del bambino.
È tutta da determinare la presenza o meno di tale dispositivo, così come eventuali responsabilità, mentre per ora il fascicolo per lesioni gravissime resta senza indagati formali. Di primaria importanza è infatti la sopravvivenza del giovane, appesa al filo della speranza e delle preghiere di una famiglia che attende. Attende notizie da quelle corsie dell’ospedale Infermi e dalla caserma dei carabinieri di Novafeltria. Sempre più nitida è invece la dinamica dei fatti, accertata anche tramite l’ascolto di diversi testimoni. Non solo i genitori del 12enne e degli zii che si trovavano in vacanza con loro per il ponte di Pasqua, ma anche di uno dei primi a soccorrere il ragazzino finito sott’acqua. Chiaro è come sin dal primo momento in cui il 12enne è stato trascinato a fondo dal sistema di aspirazione, i genitori e gli zii, che erano in vasca con lui, si siano precipitati ad aiutare il bambino.
Da qui, la chiamata ai soccorsi, i tentativi a oltranza di riportare in superficie il dodicenne finito sott’acqua e poi lo spegnimento della pompa di alimentazione a cui i bocchettoni erano collegati. Solo a quel punto i soccorritori sono riusciti ad estrarre finalmente il bambino, a cui il 118 ha praticato il massaggio cardiaco sul posto per fare tornare il battito dopo i minuti di interruzione. Sebbene infatti il cuore del 12enne sia ripartito, il bimbo non ha mai ripreso conoscenza e in ospedale i medici stanno valutando anche le eventuali conseguenze che l’arresto cardiaco prolungato potrebbe avere provocato nel cervello, portando così le condizioni del 12enne da gravissime a disperate.
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