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Omicidio Pierina e il processo a Louis Dassilva: dalle intercettazioni con Manuela al rito voodoo

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23.03.2026

A sinistra Valeria Bartolucci, al centro Louis Dassilva e a destra il figlio di Pierina Paganelli Giuliano Saponi

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Rimini, 23 marzo 2026 –  È ripartito dal merito delle indagini il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli in Corte d’Assise a Rimini, che vede come unico imputato il vicino di casa della 78enne uccisa a coltellate, Louis Dassilva.

La figura di Manuela Bianchi

Questa mattina in tribunale a Rimini il procedimento sul delitto di via del Ciclamino è ripartito dall’ascolto degli ultimi due agenti della squadra mobile che si siano occupati delle indagini. In particolare, la prima agente di polizia si è soffermata sulla figura di Manuela Bianchi, la quale “al termine dell’incidente probatorio (quello di aprile 2025 in cui Bianchi cristallizzò il proprio cambio di versione in merito al giorno del ritrovamento di Pierina Paganelli, ndr) Manuela mi ha chiesto carta e penna per lasciare un biglietto al gip”, biglietto che successivamente è stato depositato agli atti del processo.

I passi di Dassilva registrati dal cellulare

 La stessa poliziotta ha poi rilevato come, da analisi sui cellulari, sia emerso che alle 8.23 del 4 ottobre “il cellulare di Dassilva abbia registrato dei passi”, concludendo che l’uomo fosse rientrato in casa a prendere il telefono dopo essere già sceso nei sotterranei insieme con Bianchi e il vicino moldavo.

La conversazione di Valeria con l’amica

 In una staffetta rapida al banco dei testimoni si è poi avvicendata una seconda agente di polizia, che si è occupata di decine di annotazioni che davanti alla Corte hanno iniziato a sviscerare. In particolare, la testimone si è soffermata su una conversazione telefonica in cui Valeria Bartolucci, moglie dell’imputato, dice a un’amica di avere “un sonno così profondo che se mi danno fuoco al letto non me ne renderei conto”.

Le intercettazioni di Louis con Manuela

È stata letta anche un’altra intercettazione in cui Dassilva dice alla Bianchi, riferendosi a Valeria: “Lei dorme già, per quello sono uscito”. A seguire, l’agente di polizia ha ripercorso anche l’intercettazione delle conversazioni tra l’imputato e un connazionale in Senegal a cui il 35enne accusato di omicidio aveva chiesto, a inizio indagini, un riito voodoo per allontanare da sé il pm Daniele Paci e alcuni altri componenti della squadra mobile di Rimini.

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