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Tfr e fondi pensione, ora vale l'adesione automatica: cosa cambia per lavoratori e imprese

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11.01.2026

Roma, 11 gennaio 2026 – Torna il “silenzio-assenso” ma cambia verso: vediamo che cosa prevede la manovra 2026 sulla previdenza complementare. Sulla base di un report della Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Il Tfr non è solo la “liquidazione” di fine rapporto: è retribuzione differita, che matura anno per anno e viene pagata di norma alla cessazione del lavoro. La base di calcolo resta quella codicistica: per ogni anno di servizio si accantona una quota pari (e non superiore) alla retribuzione annua divisa per 13,5, con riduzione proporzionale per le frazioni di anno.

Da quasi vent’anni, però, quel gruzzoletto ha assunto una seconda funzione: finanziare la pensione di “secondo pilastro”, cioè la previdenza complementare. Dal 1° gennaio 2007 il lavoratore può infatti scegliere se lasciare il Tfr in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione. E proprio su questo snodo la legge di Bilancio 2026 interviene in modo deciso, rimettendo mano al meccanismo del cosiddetto silenzio-assenso e puntando ad allargare la platea di chi versa e accumula nel sistema integrativo.

La spinta è soprattutto demografica e “di sistema”: invecchiamento della popolazione, “inverno demografico” e riforme che hanno reso le pensioni future meno........

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