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Perché votare sì o no al referendum sulla giustizia. I due punti di vista sulla separazione delle carriere

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27.01.2026

Roma, 27 gennaio 2026 – Si voterà il 22 e 23 marzo (sebbene la data della consultazione è al centro di un contenzioso che è approdato davanti al Tar del Lazio e che rischia di rimettere in discussione quanto precedentemente deliberato). Gli elettori troveranno sulla scheda una domanda secca, dal linguaggio tecnico ma dal peso politico rilevante: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”. È il referendum confermativo sulla riforma della giustizia voluta dal governo. Trattandosi di una consultazione costituzionale, non è previsto il quorum: l’esito sarà deciso dalla maggioranza dei votanti, qualunque sia l’affluenza.

La legge interviene su sette articoli della Carta (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) e introduce modifiche strutturali all’ordinamento giudiziario. Il punto più discusso è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti, cioè i pubblici........

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