Spioni e spiati, i nomi del caso Equalize: il business dei segreti e i “ricatti”, le accuse al cyber team di Enrico Pazzali
Enrico Pazzali e Samuele Calamucci
Articolo: Vieri, Corona, Lucarelli e Tognazzi: ecco i nuovi nomi degli spiati dal gruppo Equalize
Articolo: Equalize, la Procura chiede il processo per Enrico Pazzali. “Condizionava politica e imprenditoria”
Milano – Gli accessi abusivi a banche dati riservate puntavano ad acquisire informazioni sulla giornalista Selvaggia Lucarelli, sull’ex calciatore Christian Vieri, su Fabrizio Corona e su Sonia Bruganelli, ex moglie del presentatore Paolo Bonolis. Tra i volti noti spiati tra il 2019 e il 2024 dal gruppo di Equalize, agenzia travolta dalla maxi-inchiesta della Procura di Milano, anche l’attore e regista romano Ricky Tognazzi, primo figlio di Ugo. Poi il cantante Alex Britti, membri della nobile famiglia Fürstenberg, l’archistar Stefano Boeri, il campione Marcell Jacobs, e anche ricerche sulla piattaforma di criptovalute The Rock Trading al centro di un crac milionario.
Sono solo alcune delle persone e delle società nella lunga lista di vittime del presunto sistema di dossieraggi e raccolta illecita di informazioni che ruotava attorno alla società con sede a pochi passi dal Duomo di Milano. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, per associazione a delinquere e altri reati, del fondatore, l’ex presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali, indicato nelle conversazioni intercettate come “zio bello” o il “capo”.
Vieri, Corona, Lucarelli e Tognazzi: ecco i nuovi nomi degli spiati dal gruppo Equalize
Secondo le accuse formulate dai pm Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco ricopriva “un ruolo di vertice, quale ideatore, promotore e organizzatore dell’associazione”, con l’ex poliziotto Carmine Gallo (morto per un malore mentre si trovava agli arresti domiciliari) come braccio destro e al soldo informatici come Nunzio Samuele Calamucci. Pazzali si occupava del “procacciamento di importanti clienti” anche grazie alla “fitta rete di relazioni di cui godeva” per il suo ruolo nell’ente fieristico. Il gruppo delle presunte cyber-spie di Equalize “agiva per finalità di profitto, derivante dalla commercializzazione delle informazioni, oppure a scopo estorsivo-ricattatorio, per condizionare e influenzare all’occorrenza soprattutto i settori della politica e dell’imprenditoria” o per “danneggiare l’immagine dei competitors professionali e imprenditoriali” di Pazzali o dei suoi “avversari politici".
In parallelo alle 15 richieste di rinvio a giudizio formulate, la Procura ha chiuso le indagini preliminari a carico di 81 persone, tra cui presunti clienti dell’agenzia che avrebbero commissionato i report, e membri infedeli delle forze dell’ordine accusati di aver effettuato una lunga serie di accessi abusivi a banche dati riservate per conto di Equalize o di gruppi collegati.
Equalize, la Procura chiede il processo per Enrico Pazzali. “Condizionava politica e imprenditoria”
Tra gli indagati, in questa tranche, l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, il banchiere Matteo Arpe e il fratello Fabio, il generale della Gdf Cosimo Di Gesù, Fulvio Pravadelli, ex manager di Publitalia, Stefano Speroni, capo dell’ufficio legale Eni, il manager Pierfrancesco Barletta (si era autosospeso dalla carica di vicepresidente di Sea), l’imprenditore bresciano Giuseppe Battagliola e Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo. Rischia il processo per il caso che aveva riguardato uno presunto spionaggio ai danni di Jacobs, pagato “10mila euro in contanti”.
Tra gli esponenti delle forze dell’ordine indagati anche un carabiniere al centro di un inquietante episodio. Avrebbe comunicato a Gallo “notizie coperte da segreto d’ufficio” sulla maxi-indagine Hydra sulla mafia in Lombardia: ha rivelato, in particolare, che due fratelli, Rosario e Giovanni Abilone, “erano sottoposti a indagini" ed erano in vista “provvedimenti restrittivi nei loro confronti”.
© Riproduzione riservata
