I momenti più duri del ciclo Commisso. L’addio a Barone e il dramma di Bove. Sette anni col fiato sospeso /
Firenze, 18 gennaio 2026 – Gli occhi pieni d’orgoglio di quel 7 giugno 2019 difficilmente potranno essere dimenticati. Rocco Commisso gonfiava il petto salendo le scalette del Franchi che lo avrebbero condotto al centro del campo. Diecimila tifosi in tribuna. Lo sguardo commosso tipico di chi ce l’ha fatta. Di chi è partito bambino ed è tornato grande. In tutti i sensi, da uomo ricco e potente. «Chiamatemi Rocco», lo chiese fin da subito. Un modo per sentirsi un po’ di più fiorentino. Con il tempo ha imparato difetti e virtù di quella gente che ha il cuore interamente colorato di viola. Orgoglioso, determinato. Mal digeriva le critiche, specialmente quelle ai suoi uomini. Caparbio fino alla fine, senz’altro coerente.
Ha attraversato un’epoca per niente facile per la Fiorentina e la sua gente, reduce nel momento in cui mise piede a Firenze dal dramma di Davide Astori.........
