Padova, il “tribunale islamico” e la pista (opaca) dei soldi: ecco il filo rosso che parte dal Veneto arriva in Iran
L’avvocato Omar Vanin
Articolo: “Tribunale islamico” a Padova, scoppia il caso politico e giudiziario. Mistero sui finanziatori: nei documenti fondatori coperti da “omissis”
Milano, 10 ottobre 2026 – C’è un filo rosso che collega Padova a Teheran, Tripoli, Gaza e Londra. Parte dallo studio di Omar Vanin, fondatore della Camera Arbitrale Islamica Italiana, e attraversa imprese, consulenti e organismi religiosi. L’associazione, nata a marzo per affidare controversie economiche ad arbitri privati, chiamati a decidere anche secondo principi islamici nei limiti della legge italiana, è finita al centro delle polemiche e di un fascicolo della Procura di Padova. Del resto, proprio sulla trasparenza si concentrano gli interrogativi più pesanti. Non si conoscono i nomi degli altri fondatori. I costi effettivi sono poco chiari e, soprattutto, non si sa chi metta i soldi.
Sullo sfondo c’è un mercato da 5.980 miliardi di dollari, cioè il valore della finanza islamica nel 2024, cresciuta del 21%, secondo Lseg (London........
