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Netanyahu sfida l’Onu: «Israele vincerà». L’affondo contro Iran, Hamas e i Paesi che lasciano l’aula

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25.09.2026

Il premier israeliano rivendica all’Assemblea generale le operazioni contro Iran, Hamas e Hezbollah. Delegazioni lasciano l’aula, lui replica: «Codardi morali». Poi gli affondi contro Qatar, Turchia e Mamdani.

Benjamin Netanyahu è salito ieri alla tribuna dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e ha trasformato il suo intervento in una lunga rivendicazione della strategia militare israeliana, dalla guerra contro Hamas alle operazioni contro Hezbollah, fino all’attacco al programma nucleare iraniano. Il discorso del primo ministro israeliano si è aperto però in un clima di forte tensione: mentre alcune delegazioni applaudivano e dall’aula si levavano cori di «Am Israel Chai», rappresentanti di diversi Paesi hanno abbandonato la sala in segno di protesta. Netanyahu ha reagito immediatamente. Rivolgendosi ai diplomatici che stavano uscendo li ha definiti «codardi morali» e ha sostenuto che Israele, combattendo i propri nemici, stesse in realtà proteggendo anche alcuni degli Stati rappresentati da quelle stesse delegazioni. «Difendendosi, Israele difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato questa sala», ha affermato. Il premier ha aggiunto che diversi leader stranieri avrebbero espresso privatamente gratitudine nei confronti dello Stato ebraico per l’azione contro le capacità nucleari iraniane. Un atteggiamento pubblico e privato che Netanyahu ha descritto come un esempio di «ipocrisia» internazionale.

Una parte centrale dell’intervento è stata dedicata proprio all’Iran

Il premier è tornato indietro di quattordici anni, ricordando quando, dalla stessa tribuna, aveva mostrato il disegno di una bomba per indicare simbolicamente la «linea rossa» oltre la quale, secondo Israele, Teheran non avrebbe dovuto spingersi con il proprio programma atomico. «Ho giurato di impedire alla sanguinaria dittatura iraniana di sviluppare bombe atomiche», ha ricordato Netanyahu, rivendicando quindi di avere mantenuto quella promessa. Secondo il primo ministro, colpire gli impianti nucleari iraniani è stata un’operazione estremamente complessa dal punto di vista militare, ma molto più semplice sul piano politico:........

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