Stretto di Hormuz, mine e navi affondate: il punto più pericoloso al mondo
Sono ordigni economici ed efficaci, l’incubo delle navi. Galleggianti o appoggiate sui bassi fondali, le mine possono contenere fino a 900kg di esplosivo ad alto potenziale. Trovarle e rimuoverle è molto complicato
Sarebbero già 18 le navi posamine distrutte dalla Marina degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz e sulle rotte percorse dalle petroliere per raggiungere il Mar Arabico, quindi l’Oceano Indiano. E nonostante la caccia alle unità navali di Teheran effettuata nell’ultima settimana, con quasi 50 affondamenti, pare che alcuni settori dello Stretto siano oggi dichiarati pericolosi e proibiti per la presenza di ordigni. Intanto, anche se l’attività di ricerca delle mine non è ancora estesa a grandi zone di mare, non sono mancati gli avvistamenti di alcune decine di mine posate negli ultimi giorni da piccole unità iraniane, quindi più difficilmente individuabili. Queste fanno comunque capo al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che ora controlla di fatto lo Stretto insieme alla Marina Militare iraniana, decimata ma che avrebbe ancora la capacità di schierare posamine sfruttando proprio imbarcazioni apparentemente civili, e invece cariche di esplosivo. Tale situazione dovrebbe avere conseguenze devastanti quanto al numero di attacchi che gli Usa possono dover compiere nel tentativo di distruggerle.
Il presidente Donald Trump, nella giornata di ieri, aveva dichiarato: «Se l’Iran ha piazzato mine nello Stretto di Hormuz, vogliamo che vengano rimosse immediatamente o l’Iran affronterebbe conseguenze a un livello mai visto prima». Il Tycoon aveva anche ricordato che la rinuncia a........
