Le leggi deve farle il parlamento (e basta)
Samuel Alito denuncia la deriva della democrazia americana. Una critica che si riflette anche su Italia ed Europa, dove i Parlamenti contano sempre meno
Credo che la maggioranza degli italiani non sappia chi sia Samuel Alito. È un giudice della Corte suprema americana di origine italiana. Nominato vent’anni fa da George W. Bush, ha fama di essere un conservatore. Intervistato prima di Natale dal Corriere della Sera a proposito dei conflitti istituzionali che si sono scatenati con la nuova presidenza Trump (il Congresso e molti tribunali contestano le decisioni prese dall’inquilino della Casa Bianca, accusandolo di autoritarismo), Alito ha chiarito il ruolo della Corte in una situazione così complessa, che vede per la prima volta in discussione i principi di una democrazia che, proprio quest’anno, si appresta a celebrare il suo 250° anniversario.
L’intervista è molto interessante, perché il giudice mette in luce una degenerazione del sistema, partendo dalla discussa decisione sull’aborto. Con una sentenza che ha ribaltato un orientamento precedente, la Corte ha stabilito che la Costituzione sull’interruzione di gravidanza è neutrale. Tocca al Congresso o ai singoli Stati legiferare in materia. Alito, in pratica, rilancia il ruolo del Parlamento, spiegando che quanti, nel mondo, hanno criticato la sentenza non hanno letto che cosa ha........
