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Milano sempre più green? I numeri che mettono in crisi il modello Sala tra alberi mancanti e promesse disattese

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25.04.2026

Milioni di alberi mai piantati, sempre più auto in città e persino l’idea di ridurre l’impatto del nuovo San Siro grazie a “crediti di carbonio” comprati all’estero. Così la tanto strombazzata sostenibilità di Beppe Sala è una facciata col trucco

Tra la fine del 2020 e la campagna per il secondo mandato a Palazzo Marino, nell’autunno del 2021, Giuseppe Sala capì che il verde non era più un capitolo marginale del programma, ma il vestito perfetto con cui ripresentarsi ai milanesi dopo il Covid. Milano usciva dalla pandemia, la sensibilità climatica cresceva, Greta Thunberg arrivava a Youth4Climate proprio in città accusando i leader di fare solo «bla bla bla», e Beppe si mise a cavalcare quell’onda promettendo una metropoli più fresca, più green, più respirabile. Nel programma del 2021 parlava di 3 milioni di alberi piantati, 20 nuovi parchi e di una vera svolta ambientalista; pochi mesi prima, il Comune aveva già adottato il Piano aria e clima, circa 600 pagine di documenti e allegati che sulla carta dovevano cambiare la metropoli, ma che col tempo sono sembrati molto più utili a riempire schede-obiettivo e bonus dirigenziali che a migliorare davvero l’aria dei milanesi.

Sulla carta, il Pac era imponente: riduzione del 45% delle emissioni di CO2 entro il 2030, carbon neutrality nel 2050, rientro nei limiti sugli inquinanti e contenimento del surriscaldamento urbano con una città più fresca, più ombreggiata e meno impermeabilizzata. Le azioni ufficiali sono 50 e toccano aria, energia, mobilità, adattamento climatico e stili di vita. Intorno a questa promessa si è consolidata una vera macchina comunale del verde: sul piano politico Elena Grandi, assessore all’Ambiente e verde; sul piano tecnico-amministrativo dirigenti come Angelo Pascale, direttore della direzione Verde e ambiente, e Paola Viganò, direttrice dell’Area verde. Sono loro, più ancora della giunta, i veri perni esecutivi della filiera comunale che avrebbe dovuto tradurre la retorica ecologica in risultati misurabili.

Eppure, proprio la più recente inchiesta su San Siro mostra al meglio quanto quella facciata verde possa essere servita a rendere presentabili scelte di ben altra natura. Nelle carte degli inquirenti, infatti, la famosa “neutralità carbonica” del progetto dei club compare come uno dei nodi aperti della trattativa; nelle chat........

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