Una vita per il violino, Lucilla da Ferrara ad Hannover sulle note della Belle Époque
Ferrara Nei giorni scorsi Lucilla Rose Mariotti è tornata a Ferrara per presentare dal vivo, al Ridotto del Teatro Comunale Abbado, il suo nuovo disco “Lumière du Temps”. Un ritorno a casa, approfittato anche per trascorrere qualche giorno di festa in famiglia, dopo anni di studi e concerti che l’hanno portata in giro per il mondo e a trasferirsi in pianta stabile prima a Londra e adesso ad Hannover, in Germania. Giovane violinista di talento, Mariotti racconta ai lettori de la Nuova Ferrara la genesi del suo ultimo lavoro discografico, il rapporto con l’estero e il desiderio di trasmettere la passione per la musica alle nuove generazioni.
“Lumière du Temps” è il suo nuovo disco: che tipo di album è?
«È un progetto nato diversi anni fa come programma da concerto. La vita poi mi ha portata a vincere un concorso a Vienna che mi ha dato la possibilità di suonare per due anni un magnifico Stradivari: da lì è maturata l’idea di fissare su disco il suono di quel violino così com’era nelle mie mani. Parallelamente è arrivata l’ispirazione visiva, dopo una mostra di Boldini vista a Palazzo dei Diamanti. Mi affascina molto tradurre la musica in immagini e mi sono chiesta quale potesse essere la colonna sonora del suo tempo».
Da qui l’idea di ambientare il disco nella Parigi della Belle Époque?
«Esatto. Boldini dipingeva i salotti francesi, luoghi in cui la musica era centrale. Ho poi scoperto Alfredo D’Ambrosio, compositore napoletano che all’epoca era una vera celebrità nei salotti parigini, un po’ come lo stesso Boldini. Oggi è quasi dimenticato e mi piaceva l’idea di riportare alla luce questi brani, affiancandoli ad altri pezzi particolari del periodo. Adoro sperimentare e suonare brani non conosciuti, soprattutto in sala di registrazione, perché sono le incisioni che poi rimangono indelebili a vita».
La tracklist racconta una storia?
«Il disco segue idealmente una giornata di una dama della Belle Époque: si apre con “Chanson de Matin” e si chiude con “Chanson de Nuit”. Ho voluto aggiungere anche “Adieu”, quello che io definisco un piccolo gioiellino, un un brano di due minuti raramente eseguito,........
