Grattacielo, sfollati riuniti per cercare casa e il sindaco invoca il piano nazionale
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cronaca
Ferrara «È una crisi umanitaria». È così che ieri sera, durante la riunione convocata dall’associazione Cittadini del Mondo, è stata descritta la situazione d’emergenza che stanno vivendo le oltre duecento persone che in una notte si sono ritrovate sfollate dopo l’incendio alla torre B del grattacielo. Un incontro organizzato per ascoltare chi in questi giorni ha trovato un punto di accoglienza nel campo allestito al Palapalestre. Luogo che però, a seguito della decisione presa dopo il quarto incontro del Centro coordinamento soccorsi in Prefettura, dovrà essere liberato entro le 15 di domenica.
«Siamo qui per ascoltare le vostre esigenze - afferma Adam Atik, presidente dell’associazione - e trovare insieme delle soluzioni valide per ciò che si prospetta da domenica pomeriggio. Dove l’amministrazione continuerà a non voler trovare soluzioni, noi faremo il possibile per attivarci e attivare la cittadinanza, anche singolarmente, per aiutare chi ha bisogno». E allora la domanda sorge spontanea, e parte proprio da uno dei partecipanti, residente e sfollato della torre B: «Concretamente,........
