Pasqua, viaggi in frenata. “Il clima di incertezza cambia la geografia delle vacanze”. Ecco i nuovi trend /
Vacanze di Pasqua e viaggi, i consigli su itinerari e mete
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Firenze, 26 marzo 2026 - Prenotazioni in rallentamento e viaggiatori più prudenti: la Pasqua 2026 si apre a Firenze con numeri in calo rispetto agli anni precedenti, con una flessione media che si aggira intorno al 30%, soprattutto sul lungo raggio. A incidere è il clima di incertezza internazionale, che sta modificando le abitudini dei turisti e frenando le partenze.
“I primi effetti sul turismo pasquale a Firenze iniziano a vedersi – spiega Irene Floris, presidente Confartigianato Turismo – stiamo registrando cancellazioni e, soprattutto, un diffuso rallentamento nelle conferme delle prenotazioni. Il clima di incertezza incide direttamente sulla fiducia dei viaggiatori: molti preferiscono attendere prima di partire o rinunciano del tutto, soprattutto sui viaggi di lungo raggio”.
Destinazioni in frenata
Il dato più evidente riguarda proprio le destinazioni extra europee, dove si registra un calo tra il 30% e il 40%. Una frenata significativa che coinvolge in particolare i viaggi organizzati e i gruppi. “Firenze, come tutte le città d’arte, risente di queste dinamiche globali – prosegue Floris – la domanda non si è fermata, ma è evidente una maggiore cautela, con un mercato più attendista rispetto agli anni precedenti”. A confermare il trend è anche Giancarlo De Leo, referente delle agenzie di viaggio di Cna Firenze. “Siamo alle prese con cancellazioni, soprattutto per i viaggi di gruppo verso gli Emirati ma anche per destinazioni come il Giappone. In molti casi è impossibile riprogrammare a breve e le persone hanno un po’ paura”. L’area orientale resta in stand-by, mentre chi decide di partire tende a evitare tratte che prevedano scali nei Paesi più esposti.
Una nuova geografia delle vacanze
Cambia quindi la geografia delle vacanze: meno intercontinentale e più a stretto raggio. “In questo momento registriamo tante richieste per la Spagna e, più in generale, per destinazioni europee – aggiunge De Leo – chi prima sceglieva mete lontane ora si orienta verso viaggi più brevi. Anche in vista dell’estate cresce l’interesse per il Nord Europa”.
Non mancano però alcuni segnali di tenuta. Se da un lato il turismo organizzato fatica a fare previsioni, dall’altro resta forte la voglia di viaggiare, anche all’interno dei confini nazionali. “Si può recuperare con il last minute – sottolinea Floris – le persone hanno comunque voglia di muoversi, tra città d’arte, borghi e natura. Le presenze complessive dovrebbero comunque essere buone”. Timidi segnali positivi arrivano infine dal Sud America, con una ripresa di interesse verso Brasile, Colombia e Argentina, anche se ancora lontana dai livelli pre-crisi. Il vero banco di prova sarà però quello dei prossimi mesi. “Se l’instabilità dovesse protrarsi – conclude Floris – l’impatto potrebbe estendersi oltre la Pasqua e incidere sull’intera stagione turistica”.
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