menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Il verdetto dell’Irpet: il lavoro non basta più: "Un under 35 destina il 60% del reddito all’affitto. A Firenze almeno 15mila famiglie in crisi"

11 0
10.04.2026

Lavorare non basta più per permettersi una casa a Firenze, e a dirlo sono i numeri che raccontano una difficoltà...

Articolo: Turismo Firenze, la ricchezza in mano a pochi: “Introiti per tre miliardi. Ma stipendi da 600 euro”

Articolo: Affitti a Firenze, canoni fuori controllo. Oltre mille euro per 80 metri. Crollano i contratti low cost

Articolo: Caro affitti, missione Europa. Arriva il piano casa da 375 miliardi per affrontare la crisi abitativa

Lavorare non basta più per permettersi una casa a Firenze, e a dirlo sono i numeri che raccontano una difficoltà sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani, stretti tra affitti in crescita e redditi stagnanti; un quadro che emerge con forza dal rapporto Irpet presentato dalla ricercatrice Chiara Agnoletti.

Possiamo dire che a Firenze avere un lavoro non basta più per comprare casa?

"Oggi avere un lavoro non garantisce l’accesso a una casa. Il rapporto tra reddito e canone di affitto è diventato insostenibile: le famiglie fiorentine che vivono in affitto destinano in media il 34 per cento del loro reddito al pagamento del canone, quindi oltre la soglia di sostenibilità economica fissata al 30 per cento. Il dato più critico riguarda però i giovani: gli under 35 arrivano a destinare oltre il 60 per cento delle loro risorse all’affitto, una quota che rende evidente la difficoltà strutturale di accesso all’abitazione".

Parlate di ’zone rosse’: cosa significa?

"Abbiamo individuato aree, come Firenze, in cui il costo dell’affitto supera il 30 per cento del reddito disponibile delle famiglie, quindi oltre la soglia considerata sostenibile".

Cosa emerge in generale dal vostro rapporto?

"Emergono criticità molteplici e una situazione sempre più complessa. Si è ampliata la platea dei soggetti in difficoltà, con fragilità che riguardano in particolare i giovani, che hanno redditi medi più bassi e quindi non sufficienti a sostenere i costi dell’abitare. A Firenze e nell’area metropolitana il rapporto tra redditi e costo delle case è fortemente squilibrato, e questa distanza è cresciuta nel tempo".

Quanto pesa l’attrattività turistica di Firenze sull’aumento dei prezzi delle case?

"Molto. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva sostituzione della funzione residenziale con quella turistica. La residenza temporanea legata agli affitti brevi ha preso spazio rispetto a quella stabile, contribuendo a una crescita dei prezzi. Non è l’unico fattore, ma incide in maniera significativa: abbiamo osservato che la presenza di piattaforme come Airbnb, soprattutto quando è organizzata in forma imprenditoriale, ha un effetto positivo sui prezzi degli immobili, alimentando ulteriormente il costo dell’abitare".

Rispetto a 10 o 20 anni fa, cosa è cambiato davvero nell’accesso alla proprietà?

"È cambiato molto. Oggi è più difficile ottenere un mutuo, perché sono richieste condizioni patrimoniali e lavorative più solide. Allo stesso tempo è cambiata l’offerta: gli appartamenti disponibili per l’affitto sono diminuiti, mentre i prezzi sono aumentati. Questo doppio movimento ha reso ancora più complicato l’accesso alla casa, sia in affitto sia in proprietà".

Quante famiglie sono in difficoltà in Toscana e a Firenze?

"In Toscana, al netto di coloro che vivono già in alloggi Erp o percepiscono già un contributo, stimiamo circa 47mila nuclei familiari che necessitano di una risposta pubblica perché non riescono a rivolgersi al libero mercato. Di questi, circa 15mila si trovano a Firenze. È un dato significativo che conferma come il problema non riguardi più solo le fasce più fragili, ma una parte sempre più ampia della popolazione".

© Riproduzione riservata


© La Nazione