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Premio contessa Emilia: dal passato con Rina Chiarini al presente di Antonella Ninci

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09.03.2026

Il premio a Ninci e a Palandri

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Empoli, 9 marzo 2026 – Una domenica speciale segnata dalla quinta edizione del ‘Premio Contessa Emilia’. Prestigioso riconoscimento con il quale anche quest’anno la città di Empoli, attraverso una qualificata Commissione, ha voluto rendere gli onori a Rina Chiarini (la donna del passato), Antonella Ninci (la donna del presente) e Gina Palandri, menzione d’onore. Storie rappresentative che raccontano di sé, della propria vita, che si sono particolarmente distinte per umiltà, umanità, coraggio, dedizione, lavoro, azioni di contrasto alla violenza di genere, alle disuguaglianze nonché per il generoso e disinteressato impegno verso la propria comunità.

Sulle note della violoncellista Iuliia Igoshkina, il Cenacolo degli Agostiniani di Empoli ieri, nella Giornata Internazionale della donna, ha ospitato una delle edizioni più emozionanti del ‘Premio Contessa Emilia’.

“Empoli ha una sua tradizione e un suo modo di interpretare l’8 marzo – così il sindaco Alessio Mantellassi aprendo l’evento condotto da Cristina Ferniani –. Quella che viene chiamata impropriamente ‘Festa della Donna’ in realtà è la Giornata internazionale della donna e celebra i traguardi che il genere femminile è riuscito a ottenere e quelli su cui sta ancora lottando. Empoli celebra la donna con un contest non competitivo, pensato principalmente per arricchire la conoscenza delle donne del passato e del presente che hanno portato avanti la nostra comunità su tanti temi: sociale, sport, economia, cultura e molto altro. Ha ringraziato l’assessora alle Pari Opportunità e tutta la Commissione per mantenere alta la qualità di questo riconoscimento con questa cerimonia nel nome di chi permise di creare la nostra città. E non poteva che essere una donna”.

La serata si è snodata tra il raccontare e l’ascoltare le vere protagoniste dell’evento: le storie delle ‘donne del passato’ e delle ‘donne del presente’ con gli applausi del pubblico. Meri Malucchi, Elisabetta Bacchereti, Milena Fulignati, Flora Vanghetti, Silvana Mercedes Cacciarelli e Rina Chiarini per le ‘donne del passato’. Per le ‘donne del presente’, Francesca Cecconi, Maria Borri, Irene Fallani, Paola Castellacci, Rebecca Bertini, Vanna Boschetti, Maria Renata Grassi, Francesca Moriani, Adele Carli Ballola, Gina Palandri, Bruna Scali, Theodossia Tziveli, Valentina Cioni e Antonella Ninci.

La sezione “Donna del passato

La parola all’assessora alle Pari opportunità Valentina Torrini per l’annuncio della vincitrice della sezione ‘Donna del passato’: Rina Chiarini, la partigiana Clara, insignita della medaglia d’argento al valor militare per il suo contributo alla Resistenza e decorata della Stella d’oro al valore partigiano, conferitale dal Comando generale delle Brigate Garibaldi. “Per il coraggio, la determinazione e il profondo senso di giustizia dimostrati durante la Resistenza antifascista”, questa la motivazione. A ritirare il premio - la spilla in cameo di color rosso, un prezioso manufatto donato dall’oreficeria e orologeria Alino Mancini di Santa Maria -, il nipote Valerio Chiarini (foto in basso).

Ad annunciare il nome della seconda premiata della serata è la presidente della Commissione Pari opportunità, Maria Cira d’Antuono: per la sezione ‘donna del presente’ è Antonella Ninci a ricevere la seconda ‘spilla’ del ‘Premio Contessa Emilia 2026’. Un riconoscimento dovuto “all’elevato valore professionale e per l’impegno costante a tutela della dignità della persona nel lavoro, tradotto in iniziative concrete che hanno prodotto effetti tangibili a beneficio della collettività: rafforzamento delle pari opportunità, contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere, promozione di ambienti di lavoro più equi, sicuri e inclusivi”.

Ma le premiazioni sono andate oltre perché la Commissione Pari Opportunità assegna anche una menzione d’onore: a Gina Palandri. La motivazione? “Per l’alto valore sociale e umano dell’impegno profuso a favore delle persone anziane, svolto con costante spirito di servizio, sensibilità e autentica dedizione. Attraverso iniziative inclusive e solidali, Gina ha saputo offrire sostegno concreto alle fasce più fragili della popolazione, promuovendo occasioni di incontro, socializzazione e contrasto alla solitudine”. Degna chiusura di un evento emozionante.

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