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Lascia 630mila euro alla badante: “Ha il Parkinson, è stato raggirato”. Ma la Cassazione dà ragione alla donna

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La Cassazione ha dato ragione alla donna (Foto di repertorio)

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Grosseto, 24 marzo 2026 – Niente da fare per i figli dell’uomo che ha lasciato centinaia di migliaia di euro alla sua badante. La Cassazione le ha dato ragione, sottolineando che la badante ha ricevuto per ’ragioni di riconoscenza’ 630 mila euro e anche un’automobile dall’anziano di Grosseto che aveva accudito per anni. I familiari si erano insospettiti di questo ingente lascito e quindi avevano deciso di seguire le vie legali. Vincendo sia in primo che in secondo grado.

Il giudizio della suprema corte

Gradi di giudizio in cui la donna era stata condannata per circonvenzione di incapace. Ma il terzo grado di giudizio, la Cassazione ha ribaltato tutto perché quel raggiro, facendo leva sulla mancata capacità cognitiva della persona accudita e malata, non è stato provato. I regali sono stati ritenuti leciti e ricevuti dalla badante, tra il 2013 e il 2014, senza commettere alcun reato. In quegli anni il donatore aveva "un rallentamento della memoria" ma non aveva un "deficit cognitivo". La battaglia legale dura dal 2024. Ancora non può dirsi chiusa perché la Suprema corte ha annullato la sentenza di secondo grado ma con rinvio a un’altra sezione della Corte d’appello di Firenze per una nuova decisione.

La testimonianza dei medici

A rivolgersi alla Cassazione, dopo essere stata ritenuta una approfittatrice. "A motivazione della Corte d’appello è viziata da manifesta infondatezza in relazione alla ritenuta sussistenza di uno stato d’infermità o deficienza psichica rilevante ai fini dell’integrazione del reato di circonvenzione di persone incapaci" I testimoni chiamati a deporre erano stati i medici, il notaio che aveva rogato le donazioni e alcuni conoscenti. In aula è emerso che, quasi un anno dopo le regalie alla badante, l’anziano aveva dato alla figlia la procura per operare sui propri conti.

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