Da concertone a concertino
I concerti del primo maggio − quello di Roma e quello di Taranto − si sono trasformati, nel tempo, in una cafonata. È arrivato il momento di dirlo chiaramente. Una volta c’era un filo che univa queste due piazze così diverse ma così indipendenti. Da una parte c’era la ribellione di una città che urlava il proprio diritto alla vita e al futuro contro la ferriera e l’oblio ad opera dello Stato. Dall’altra c’era la musica che da Piazza San Giovanni usava la propria influenza per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi del lavoro e sul futuro dei giovani.
Al netto delle opinioni personali, l’aria che si respira oggi sembra diversa perché non c’è più contegno o focalizzazione su temi di interesse sociale che attraversano trasversalmente tutta la società. La ribellione ha smaccatamente lasciato il passo a un padrone (ideologico e partitico), l’equidistanza è saltata nel nome della propaganda e le bandiere........
