Thiel e il “Faust”: se la tecnologia si fa Dio
Dovrebbero farla finita i grandi intellettuali, i famosi economisti e politici progressisti che oggi si scatenano contro i nuovi demoni della tecnica, come Peter Thiel! Si chiedano, invece, tutti costoro perché, pur avendo avuto per decine di anni il potere di orientare le scelte di fondo in Europa, non si siano posti e non abbiano formulato fin dall’inizio degli anni 2000 la strategia vincente di creare fondi comuni europei per triliardi di euro, finalizzati a finanziare la ricerca tecnologico-digitale e, soprattutto, a creare una Internet europea autonoma e indipendente. Chi ce l’ha proibito di farlo? Nessuno! Eppure, politici di rango, italiani ed europei, esperti e professori che scrivono sui grandi quotidiani attribuiscono questi fallimenti storici ai tiranni della Silicon Valley. Per tutti costoro, Thiel & Co sono i responsabili planetari per aver introdotto uno spirito puramente darwiniano nei processi digitali della globalizzazione e nella geopolitica, in cui il più forte ha il diritto di fare ciò che gli pare. Liberandosi così come un Prometeo dalle catene dello Stato di diritto e dai doveri di cooperazione internazionale. L’altra scelta che ci ha portato alla più grande sconfitta dell’Europa a 27 è stata quella di puntare tutto sulle energie rinnovabili e sul green, ben sapendo come tutto questo avrebbe di fatto costituito il trasferimento della nostra sovranità energetica a chi quelle tecnologie avanzate, grazie allo sfruttamento e al quasi monopolio mondiale delle terre rare, lo ha avviato un quarto di secolo fa. Oggi, di fatto, siamo incatenati mani e piedi al gigante cinese, che è il primo produttore mondiale di batterie solari e di motori elettrici, compresa la componentistica elettronica per le autovetture di........
