Russia: la crescente impopolarità della guerra di Putin
Le guerre in atto, quelle tra Russia e Ucraina e tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, quest’ultima caratterizzata da un disorientamento schizofrenico crescente, tanto per citare le più mediaticamente invasive, stanno facendo da cornice a un disequilibrio globale che, oltre all’incedere indeciso dei conflitti, e delle improbabili tregue, vede un crescente aumento globalizzato di insicurezze. Intanto che Vladimir Putin continua a non manifestare alcun segno di cambiamento circa la sua determinazione nel voler sottomettere l’Ucraina, ma non era chiara quattro anni fa la modalità, oggi lo è ancora meno, l’élite moscovita comincia a mostrare apertamente le preoccupazioni e le perplessità sul proseguo su questa strada, che probabilmente condurrà verso “vuoti” non colmabili con le illusioni magnificate dal capo del Cremlino. Così anche l’utilizzo, per la terza volta, da parte di Mosca, del missile ipersonico Oresshnik, capace di trasportare testate nucleari, utilizzo motivato dall’attacco ucraino nella regione di Luhansk, nel Donbas controllato dalla Russia, dimostra una evidente necessità nella strategia militare russa di andare oltre il limite del convenzionale al fine di diversificare la monotonia e tentare di sollecitare lo stallo del conflitto.
Comunque, il bombardamento con il vettore Oresshnik del 25 maggio ha causato quasi un centinaio di feriti e ucciso una ventina di studenti dell’istituto professionale colpito; ma una settima fa........
