Nella Bergamasca: «Comunità psichiatriche al limite»
L’EMERGENZA. Il nuovo il grido d’allarme alla Regione: «Tariffe ferme da almeno 20 anni, e i posti non bastano più». Saffioti e Casamenti: «Nella nostra provincia manca un milione. Se si va avanti così costretti a tagliare attività e personale».
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È una questione di cifre ma soprattutto di persone: quelle che necessitano di un percorso terapeutico adeguato e i professionisti che possono garantirlo. Se il tema del disagio psichico è spesso al centro della cronaca, oltre che nelle dichiarazioni di principio delle istituzioni, la realtà dei fatti racconta di un cono d’ombra irrisolto da lungo tempo: per le comunità psichiatriche gestite dal privato sociale – un pilastro del sistema sociosanitario – i fondi appaiono sempre esigui. Insufficienti per fabbisogno crescente e anacronistici rispetto alle criticità del presente. In Lombardia servirebbero 10-11 milioni di euro, uno in Bergamasca.
«Nella Bergamasca il problema è molto forte,perché gran parte della riabilitazione psichiatrica è a carico del privato sociale»
Le «tariffe», cioè il contributo che la Regione eroga ai gestori delle strutture contrattualizzate che accolgono pazienti per conto del servizio sanitario, sono sostanzialmente congelate da vent’anni. Nel frattempo il mondo è cambiato profondamente: la pandemia ha........





















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