I fossi di Livorno e i rimpalli di responsabilità. Il prefetto: «Trovare soluzioni»
I fossi di Livorno e i rimpalli di responsabilità. Il prefetto: «Trovare soluzioni»
Giancarlo Dionisi: «In attesa di definire il tutto, via agli interventi sulla sicurezza». Il richiamo a Comune e Autorità portuale, dato che «i problemi non scompaiono»
LIVORNO. «I fossi continuano a presentare condizioni di degrado e vulnerabilità che favoriscono la presenza di persone dedite alle attività illecite. Purtroppo, sotto il profilo della sicurezza, la situazione non sembra essere sostanzialmente cambiata». Il prefetto Giancarlo Dionisi torna a lanciare l’allarme sui fossi medicei, riportando il tema al centro di una discussione che va avanti da giorni. Non soltanto vegetazione infestante, rifiuti e scalandroni trascurati, ma anche accessi non adeguatamente protetti, imbarcazioni esposte all’azione dei malviventi e situazioni che, secondo il rappresentante del Governo, possono favorire l’illegalità.
Il richiamo arriva mentre attraverso Il Tirreno si è riacceso il confronto fra Comune e Autorità di sistema portuale sulla gestione delle vie d’acqua. Un dibattito che negli ultimi giorni ha coinvolto l'assessora al demanio Viola Ferroni e l’ex segretario generale dell'Autorità portuale Massimo Provinciali, riportando alla luce una questione irrisolta: chi deve occuparsi dei fossi, delle concessioni e della manutenzione degli spazi che attraversano il cuore della nostra città? Per Dionisi la definizione delle competenze non può diventare un motivo per rinviare gli interventi necessari sul fronte della sicurezza. «Non parliamo soltanto di episodi di bivacco o di occupazione impropria delle barche, ma anche di furti, spaccio e altre attività illegali che possono trovare proprio in questi contesti condizioni favorevoli per svilupparsi».
Dionisi non intende entrare nella........
