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Cure palliative, eccellenza livornese: «Sostenere la vita con umanità» - Tutti i servizi

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04.05.2026

Cure palliative, eccellenza livornese: «Sostenere la vita con umanità» - Tutti i servizi

Il grazie a Livorno dell’associazione che sostiene i malati terminali e le loro famiglie

LIVORNO La dignità oltre la cura. Da oltre vent’anni svolgono, in convenzione con l’azienda Usl Toscana Nord Ovest e a titolo totalmente gratuito per pazienti e loro familiari, il servizio di cure palliative domiciliari. Son gli angeli dell’ associazione Cure palliative: fanno tutto questo a mezzo di un'equipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, operatori socio-sanitari (per il servizio d’igiene alla persona), psicologi, fisioterapista, musicoterapista, assistente sociale, assistenti spirituali e volontari. Un gruppo, col suo consiglio direttivo con Francesca Luschi, Luigia Catte, Spartaco Vivaldi, Valerio Gioli, Annamaria Ughi, Francesco Chelini, Francesco Lorenzini, Fabrizio Orlandi, Clara Ferrari e il presidente onorario Umberto Vivaldi. È la presidente Luschi a raccontare l’associazione. Ieri e oggi. 

Da 14 anni alla guida di un’associazione diventata insostituibile per tantissime famiglie nei momenti più dolorosi. Come ci si sente? «Mi preme precisare che è dal 2005 che sono nel consiglio direttivo e dal 2012 che sono alla guida come presidente. L’Acp è stata una sfida fin dall’inizio e una grande responsabilità che mi ha impegnato sempre di più perché oggi è diventata un onere e un onore poterla rappresentare, farla conoscere a tutta la mia città e gestirla con tutte le difficoltà che quotidianamente si presentano. Negli anni è diventata sempre più importante e punto di riferimento per tutti i cittadini che ne hanno bisogno nel momento più difficile della loro vita». Siete i primi in Toscana per raccolta fondi e qualità. Quante famiglie state sostenendo? «L’Acp è prima in Toscana per raccolta fondi, basti pensare che quasi l’80% dei contributi che servono per coprire i costi Acp provengono da privati cittadini (5 per mille,........

© Il Tirreno