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Meningite: casi, sintomi e prevenzione

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12.04.2026

In Emilia-Romagna la vaccinazione contro il meningocco B è gratis dal 2017 nel primo anno di vita

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Bologna, 12 aprile 2026 – Nessun caso di meningite nel Bolognese, ma attenzione sempre alta per una patologia che ha già visto alcuni casi, anche piuttosto gravi in alcune province della regione: Forlì-Cesena, Rimini e Parma.

Tifosi nel Regno Unito per il match con l’Aston Villa

Nessuna indicazione specifica, al momento, è stata data ai tifosi che si recheranno in trasferta nel Regno Unito per la gara di ritorno Aston Villa – Bologna di Europa League, giovedì prossimo (16 aprile), salvo fare attenzione ai luoghi chiusi ed estremamente affollati. 

Che cosa è la meningite

Si tratta di un’infiammazione acuta delle meningi, ovvero le membrane di rivestimento che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Generalmente la patologia ha origine infettiva e può essere causata da virus, batteri o funghi. La forma causata da virus è più frequente e di solito meno grave. Più rara, ma dalle conseguenze molto più serie, anche fatali, è invece la meningite batterica.

La maggior parte delle forme di meningite non sono contagiose. Affinché avvenga il contagio è necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona malata di una di quelle forme che sono potenzialmente contagiose. L’infezione viene trasmessa attraverso le goccioline di saliva che possono essere disperse tramite starnuti, colpi di tosse o mentre si parla. La meningite può colpire chiunque, ma è più frequente tra neonati e tra bambini nei primi anni di vita e nelle persone che hanno dei deficit del sistema immunitario (anziani e malati).

Quali sono i sintomi 

La meningite solitamente è caratterizzata dai seguenti sintomi: rigidità nucale (irrigidimento della parte posteriore del collo), febbre alta, mal di testa, nausea e/o vomito, convulsioni, sonnolenza. Nei lattanti si ravvisa un rigonfiamento nella fontanella anteriore.

Alcuni di questi sintomi nei neonati e nei bambini molto piccoli possono non essere evidenti. È bene quindi prestare attenzione a segnali come scarso appetito, irritabilità, sonnolenza e febbre, che possono indicare una fase iniziale di meningite.

Naturalmente si tratta di una patologia che si può prevenire con la vaccinazione.

I dati delle vaccinazioni 

Naturalmente chi è vaccinato non ha nulla da temere. Ma qual è la situazione vaccinale nel Bolognese? Questo tenendo presente che l’immunizzazione non è obbligatoria ma fortemente consigliata dai pediatri.  

In Emilia-Romagna la vaccinazione contro il meningococco B è offerta gratuitamente dal 2017 nel primo anno di vita (2 dosi a 3 e a 5 mesi) e poi una dose a 13-14 mesi. Può essere effettuata con compartecipazione della spesa nelle età successive, su richiesta dei genitori.

Nel territorio dell’Azienda Usl di Bologna, secondo di dati forniti dal Dipartimento di Salute pubblica, i nati tra il 2017 e il 2023 che hanno completato il ciclo vaccinale (tre dosi) a 24 mesi dalla nascita sono 38.174, pari all’88 per cento della popolazione di riferimento.

Dal 2024 in Emilia-Romagna è attiva anche l’offerta gratuita per gli adolescenti su invito a partire dai nati nel 2011 e su richiesta a partire dai nati del 2007, mantenendo il diritto alla gratuità fino al diciottesimo anno di età.

I nati nel 2011 vaccinati con ciclo completo nell’Ausl sono il 72 per cento. Tra le persone di tutte le età non interessate dall’offerta attiva alla nascita, risultano vaccinate contro il meningococco B 14.483 persone tutte residenti tra la città di Bologna e la provincia.

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© il Resto del Carlino