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Le aste per le spiagge. Bando-tipo entro un mese: "Tutti devono adeguarsi". Rimini (per ora) tira dritto

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14.03.2026

Ecco il decreto che fissa i tempi. Il Sib: "No a fughe in avanti dei Comuni". Ma Ridolfi assicura che "entro Pasqua pubblicheremo le prime gare". Frisoni: "Il governo ci coinvolga e preveda gli indennizzi ai bagnini".

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Salvini l’aveva annunciato alla fine di febbraio: "Abbiamo lavorato a un ’bando-tipo’ per le concessioni balneari nel decreto-legge infrastrutture. Mi auguro venga adottato entro 30 giorni". Ci vorrà un po’ di tempo in più, ma la strada sembra segnata. Sì perché nel decreto pubblicato giovedì in Gazzetta ufficiale (è il cosiddetto ’decreto commissari’) c’è anche un articolo dedicato alla questione dei bandi per le spiagge: "Al fine di promuovere condizioni omogenee di affidamento delle concessioni demaniali, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sottopone alla conferenza unificata, per l’acquisizione del parere, uno schema di bando-tipo per l’avvio delle procedure di affidamento".

Nel decreto non si fa cenno alle disposizioni del bando, ma quelle le aveva già anticipate Matteo Salvini il mese scorso. Il bando-tipo "prevederà la suddivisione in lotti delle concessioni e la partecipazione delle piccole imprese, perché non vogliamo che le spiagge finiscano in mano soltanto a grandi gruppi o a gruppi stranieri". Per quanto riguarda gli indennizzi ai balneari, "sono previsti per gli investimenti non ammortizzati. Questo non significa ledere la concorrenza, come dice l’Europa (e come dicono i giudici, ndr), ma garantire la continuità alle imprese e dare regole certe al settore". Per Antonio Capacchione, il presidente del Sib (sindacato balneari di Confcommercio), "il bando-tipo è configurabile come un modello, a cui poi gli enti che faranno i bandi per le spiagge saranno tenuti a uniformarsi". Non solo: secondo il Sib eventuali gare fatte dai Comuni prima del bando-tipo del governo presentano "un profilo di illegittimità". Eppure il Comune di Rimini, per ora, non intende fare dietrofront. "Continuiamo a lavorare – conferma Valentina Ridolfi, assessora al demanio – ai primi bandi per le spiagge. Le gare, che riguardano 27 aree di ombreggio tra Torre Pedrera e Viserbella (aree utilizzate da stabilimenti che si trovano sulle spiagge non in concessione ma di proprietà privata, ndr) verranno pubblicate entro Pasqua. I criteri dei bandi faranno riferimento alla norme nazionali vigenti e includeranno elementi di sostenibilità economica, ambientale e sociale". Detto questo, "ci auguriamo che il ministero contestualmente alla pubblicazione del bando-tipo, indichi finalmente i principi e i criteri per evitare pericolosi effetti Arlecchino, e chiarisca la questione legata agli indennizzi".

Per Comuni e Regioni sarà possibile declinare il bando-tipo nei singoli territori? "Ancora non lo sappiamo, non ne abbiamo idea, perché fin qui il governo non ci ha coinvolto – allarga le braccia l’assessore regionale al turismo Roberta Frisoni – Tutto dipenderà da come è scritto il bando-tipo. E resta da risolvere il nodo degli indennizzi". Ma "noi non vediamo l’ora di vedere il bando – continua Frisoni – sperando di non essere chiamati soltanto a ratificarlo. Vogliamo dare il nostro contributo e far capire al governo che, nel pieno rispetto delle regole, le situazioni delle concessioni variano moltissimo da un comune all’altro, da una regione all’altra". Basta vedere la situazione frammentata di Rimini. In attesa del bando-tipo, "abbiamo convocato Comuni e associazioni il 26 marzo, per fare il punto e avere una posizione condivisa".

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© il Resto del Carlino