Dalle aule di tribunale alla spiaggia. L’avvocato rileva il ’Ruvido’: "Non un’avventura, ma un progetto"
Il gruppo dei nuovi soci: con Bianchini, la sorella Francesca, Fabio Carino, Pavel Marcel Sorin e Pavel Mihaela Margareta
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Dalle aule di giustizia alla spiaggia di Punta Marina. C’è anche l’avvocato Filippo Bianchini tra i soci che hanno preso in affitto il Bagno Ruvido: l’apertura ufficiale è fissata al 25 aprile. Bianchini figura nella compagine come socio di capitali, continuando a svolgere la professione legale, mentre gli altri gestiranno anche concretamente lo stabilimento. Si tratta della sorella Francesca Bianchini, Fabio Carino della pizzeria ’Da Fabietto’, Pavel Marcel Sorin e Pavel Mihaela Margareta. Nel gruppo c’è anche Stefano Nofri, dipendente e cliente storico dello stabilimento balneare.
Bianchini, perché prendere il Ruvido?
"Si è creata questa possibilità perché è un bagno che conosciamo da sempre e a cui siamo affezionati. Negli ultimi anni si sono avvicendate diverse gestioni e non volevamo che si perdesse quel luogo. In più, è un bagno frequentato da tante persone, di età diverse, ma anche dagli avventori della spiaggia libera ed è vicino al parcheggio scambiatore. Crediamo che questo possa premiarci".
Con che spirito lo aprite?
"Per noi è più di un’avventura imprenditoriale: è un progetto fatto di relazioni e condivisione. Io l’ho frequentato molto tra il 2005 e il 2013, i suoi anni d’oro. Lo guidavano tre ragazzi Luca, Enrico e Licia, che in questi giorni ci stanno aiutando: ricordo un’atmosfera di relax, con tantissime persone, giovani e meno giovani che riuscivano ad amalgamarsi bene".
Che tipo di bagno sarà?
"Accogliente e accessibile. Anche la proposta gastronomica seguirà questa filosofia: una cucina semplice con pochi piatti di carne e pesce e una pizzeria, con materia prima di qualità. E poi c’è l’idea di fare qualche happy hour".
La Bolkestein non vi ha fermati...
"Ci abbiamo ragionato e ci siamo convinti che, quando arriveranno i bandi e cambieranno le gestioni, le persone saranno più disposte a seguire un progetto che piace piuttosto che rimanere ferme. Vogliamo far divertire e fidelizzare i clienti, cosicché ci seguano eventualmente anche altrove. Per noi, poi, tratta di un investimento nella collettività: vogliamo evitare la ’spersonalizzazione’ della nostra costa contro l’arrivo potenziale delle multinazionali".
Che cosa le hanno detto i colleghi del Tribunale?
"Ho ricevuto solo commenti positivi ed entusiasti. Non vedono l’ora di venirmi a trovare",
A che punto siete con i preparativi per la stagione?
"Stiamo lavorando a pieno ritmo. Abbiamo già individuato tutte le figure cruciali per affrontarla e ci manca solo qualche posizione. L’obiettivo è aprire con il ristorante il 25 aprile, ma saremo lì anche prima. Questa sarà una stagione di partenza e di ascolto. Il Bagno Ruvido vuole essere un punto di incontro e scambio; non solo uno stabilimento, ma una comunità che si costruisce nel tempo, insieme a chi la vive".
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