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I Galletti vogliono tornare a cantare. Luci: "Vincere non è un diritto, meritiamolo"

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20.02.2026

Anno nuovo, vita nuova. L’aria del cambiamento sarà anche frizzante, ma non sempre respirarla è un bene. Può ben dirlo il Romagna Rfc che al rientro delle festività natalizie è incappato in una prolungata falsa partenza, che sta rendendo l’inizio del 2026 avaro di soddisfazioni.

"Sappiamo che possiamo dare molto di più - analizza il direttore tecnico della franchigia Simone Luci – e siamo determinatissimi a farlo. Quando guardo in faccia i nostri atleti vedo la frustrazione per non aver reso per quello che volevano e insieme tanta voglia di cambiare passo. Non siamo abbacchiati, siamo più grintosi che mai. Ed è da qui, da questo stato d’animo, che intendiamo ripartire".

Cosa non ha funzionato nelle ultime gare?

"Abbiamo affrontato una stagione di cambiamenti, con un avvicendamento anche alla guida tecnica (Rovina ha preso il posto di Askew, ndr). E’ normale che serva tempo per metabolizzare le novità e ovviamente tutti lavoriamo per ridurre questa fase il più possibile. Aggiungo che alla nostra squadra le soste del campionato non fanno mai molto bene e con questo, eccoci alla situazione attuale".

Poi ci sono gli avversari, che non aiutano mai, ma che nel girone veneto sono particolarmente poco collaborativi.

"Il raffronto più obiettivo sarebbe da fare con l’ultima stagione che abbiamo disputato in quel raggruppamento e che terminò con la retrocessione. Da allora siamo cresciuti molto, abbiamo conquistato più punti a parità di gare disputate e stiamo dimostrando di restare in partita con tutti. Bene, la strada è giusta, ma serve altro".

"Possiamo dirci quanto vogliamo che il nostro progetto è valido e che stiamo crescendo bene, ma serve essere chiari: vincere non è un diritto. I punti in classifica bisogna sudarseli domenica dopo domenica in campo".

Su cosa serve migliorare?

"Al primo posto metto l’aggressività, che io intendo come decisione. In campo devi essere deciso, perché se non fai un placcaggio al 100% della convinzione e delle tue possibilità, non solo non sei efficace, ma rischi anche di farti male. Come si dice, abbiamo il fango addosso, ma non siamo al tappeto. Siamo in una condizione che non ci piace e dalla quale vogliamo uscire molto in fretta. E insieme, perché la forza del lupo è il branco e la forza del branco è il lupo. E’ rugby, è uno sport di squadra. E’ tutto qui".

Il recente rallentamento rischia di offuscare il brillante avvio di stagione.

"E’ vero, eravamo partiti bene, ma anche in quel caso non ci sentivamo certamente arrivati. Devi crescere sempre, migliorare sempre. Non dico che questa squadra vale la vetta della classifica, ma la parte medio alta certamente sì. Il campionato di serie A è ancora lungo: vogliamo cambiare le cose. Lo vogliamo tutti. La società è accanto ai giocatori e allo staff tecnico, lavoriamo uniti andando all’inseguimento dell’obiettivo comune".

"Attraverso la crescita dei singoli. Puntiamo molto sul mettere ognuno nelle condizioni di dare il meglio. E questo tipo di approccio non si applica solo durante gli allenamenti o in partita. La prossima settimana riprenderò una mia consolidata abitudine, quella di confrontarmi individualmente con ognuno dei nostri atleti. Perché parlare alla squadra è sempre importante, ma anche guardare negli occhi una persona e confrontarsi con lei senza filtri può valere tanto".


© il Resto del Carlino