Spaccio in un appartamento del Pilastro, i residenti fanno scattare l’allarme: trovati 6 chili di hashish e dolci alla cannabis light
La droga sequestrata nell'appartamento del Pilastro dai carabinieri
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Bologna, 16 marzo 2026 – “Stanno spacciando in casa”. Alcuni residenti del quartiere hanno così allertato i carabinieri della caserma del Pilastro, i quali hanno poi avviato un blitz in un appartamento della zona. I due spacciatori, tunisini sui vent’anni, tenevano in casa circa 60 panetti di hashish da sei chili in totale e altre palline di cocaina ed eroina.
Dolciumi alla cannabis light
Non solo, oltre alla droga, curiosa è la presenza di dolciumi vari - leccalecca o brownies - alla cannabis light, che i carabinieri hanno sequestrato per effettuare accertamenti di laboratorio per stabilirne o meno la legalità, in base al nuovo decreto sicurezza del 2025. All’art. 18, comma 3-bis, della norma, infatti, le infiorescenze di cannabis e i loro derivati sono illegali e vengono considerate come sostanze stupefacenti, a prescindere dal contenuto di thc.
Il bottino trovato a casa dei due giovani
Questo, insomma, è il bottino trovato nella casa dei due giovani, arrestati poi per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Il fermo è stato eseguito durante un’operazione antidroga in un appartamento del Pilastro, per verificare la presenza di persone dedite alla vendita e all’acquisto di sostanze stupefacenti. I carabinieri sono venuti a conoscenza della notizia, grazie alle segnalazioni dei cittadini - sempre più frequenti – in particolare da quando c’è la nuova caserma di via Tommaso Casini, quindi dalla fine dell’estate scorsa.
La perquisizione a casa dei due giovani: sbucati 6 chili di hashish
Alla vista dei due tunisini che stavano entrando in casa, i militari dell’Arma si sono qualificati e dopo averli informati della situazione, hanno perquisito l’appartamento trovando circa sei chili di hashish, altri involucri di cocaina ed eroina, oltre al materiale adatto alla pesatura e al confezionamento della sostanza. E anche del denaro falso: tre banconote contraffatte. Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura, i due arrestati sono ora in carcere, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
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