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Italposa, Pablo Suarez prende il timone: "Entusiasta dell’incarico. E vogliamo vincere"

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19.03.2026

Softball Promosso a capo allenatore il 37enne venezuelano ex vice del manager Hale: "Ho imparato tanto da lui, sono pronto"

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Trentasette anni, origini venezuelane, e Italia nel cuore dal 2017: Pablo Suarez la scorsa stagione l’ha trascorsa a Forlì come coach accanto a Donny Hale; quest’anno invece è da solo: manager per la prima volta, a tutti gli effetti. E non nasconde l’entusiasmo.

Suarez, è la sua prima volta da capo allenatore: come ci si sente? "Benissimo. Qualche esperienza come manager ce l’ho alle spalle, avendola fatta per qualche giornata a Pianoro, ma qui a Forlì è un’altra cosa. Sono davvero entusiasta: ho ritrovato una bellissima squadra e, devo essere onesto, le aspettative sono alte".

La scorsa stagione era accanto ad Hale: cosa ha imparato? "Tanto. Abbiamo lavorato bene insieme. Inoltre, ho conosciuto le ragazze: sapere chi hai davanti è tutto e quest’anno riparto da lì".

Che Italposa allenerà? "Una squadra con tanto talento, molto competitiva. L’obiettivo è arrivare fino in fondo in tutte e tre le competizioni, ma non mi nascondo: vincere la Coppa Campioni sarebbe bellissimo".

Magari, grazie anche a qualche innesto... "Dopo tanti anni, Forlì rivedrà Erika Piancastelli. Con lei, ci sarà anche Marta Gasparotto, ma anche tutto il blocco di azzurre è di assoluto livello. E poi c’è il ritorno di Moreland. Credo sia un segnale forte da parte della società: non si va in Olanda tanto per partecipare".

Non sarà comunque facile. "Affronteremo le migliori d’Europa, non bisogna sottovalutare nessuno. Ma ci faremo trovare pronti".

In Italia, poi, c’è un campionato da tornare a conquistare e la Coppa Italia da difendere. "Anche qui, gli obiettivi sono le final four Scudetto e di Coppa. Ripeto: in tutte e tre le competizioni vogliamo arrivare fino in fondo. Perché si viene a Forlì per vincere, non per partecipare. Lo sanno tutte. E io sono qui per lo stesso motivo".

Che manager è Suarez? "Un allenatore che chiede alle sue ragazze di dare tutto in campo per la squadra. Voglio vedere mentalità, ma anche trasmettere l’orgoglio e la passione per la divisa. Devo dire che ho trovato professioniste di questo genere, che sanno assumersi la loro parte di responsabilità. E poi c’è ‘Bomba’ – Giovanni Bombacci, il presidente del club –: è una persona incredibile, lascia il cuore per la società e ti fa venir voglia di dare ancora di più".

Il 28 marzo inizia il campionato: quali sono le avversarie più temibili? "Pianoro è la più attrezzata, insieme a noi. Poi Saronno e Caronno daranno del filo da torcere. Occhio poi a New Bollate, neo promossa, con tante ragazze giovani e di talento: bisognerà vedere come si ambientano. In generale il campionato sarà bello combattuto".

Una giovane su cui scommettere? "Caterina Turci. Classe 2009, appena quindicenne. Ma è di Forlì, si allena tantissimo e si vede che ha una ‘fame’ incredibile. Mi aspetto molto da lei quest’anno".

Lei è di origini venezuelane: lì baseball e softball sono l’anima del suo Paese. "Giocavo anche lì, poi nel 2017 sono arrivato a Bologna e non sono più andato via dall’Italia. Ho cittadinanza italiana e io e la mia famiglia stiamo molto bene qui. Anche i miei figli giocano, e quest’anno ci sarà anche un ‘derby’ in famiglia".

Cioè? "Mio figlio gioca nella Fortitudo, mia figlia a Pianoro, anche se nel settore giovanile".

Le vostre famiglie d’origine sono ancora in Venezuela: dati gli ultimi accadimenti, com’è la situazione? "È stato un periodo durissimo. Ma una gran parte del Paese è contenta di ciò che sta succedendo, ci aspettiamo un cambiamento in meglio. Ci speriamo e crediamo".

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© il Resto del Carlino