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Omicidio Sharon Verzeni, Moussa Sangare condannato all’ergastolo

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25.02.2026

Moussa Sangare e Sharon Verzeni uccisa a Terno d'Isola nell'agosto 2024

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Bergamo, 25 febbraio 2026 - Moussa Sangare è stato condannato all’ergastolo per l'omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio del 2024 a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo.

VIDEO La sentenza in diretta

La richiesta della difesa: assoluzione

Tiziana Baccicca, la nuova avvocata di Moussa Sangare, aveva chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto e in subordine che sia contenuta la pena nei limiti edittali. L'avvocata ha voluto "ripercorre tutti quelli che sono stati gli atti d'indagine in modo obiettivo". "L'impressione è che oggi si stia dando una particolare importanza alla confessione del signor Sangare, trascurando una serie di elementi che a mio avviso danno per non responsabile il mio assistito - ha detto - Gli inquirenti hanno fatto un lavoro certosino ed effettivamente dimostrano la presenza di Sangare ma lui stesso afferma di esser testimone di quell'omicidio e la sua confessione viene da un testimone disturbato". Sul coltello, ha sottolineato l'avvocato Bacicca, non c'era nessuna traccia di sangue. "Se dobbiamo pensare che abbiano influito gli agenti atmosferici sul coltello anche quella sulla bicicletta la traccia biologica (di Sharon, ndr) potrebbe essere stata trasportata. Anche nell'appartamento in cui Sangare entrava dalla finestra non sono state trovate tracce di sangue", ha proseguito.

La difesa ha anche contestato la tempistica della ricostruzione del delitto. Per l'avvocata inoltre la perizia medica legale lascia aspetti non chiari, per esempio sull'altezza dell'omicida. Poi la questione della ferita che portò all'emorragia mortale per Sharon. Per il legale, Il delitto potrebbe essere avvenuto in due momenti diversi, perché una vicina vide Sharon barcollare "e la donna ebbe il tempo di telefonare dopo essere stata colpita, quando Sangare poteva già essersene andato". "Non vi è alcuna prova certa a carico di Moussa Sangare del suo coinvolgimento. Non è inverosimile che il soggetto che l'ha uccisa possa essere uscire da una di quelle case".

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La tesi dell’accusa: ergastolo

Il pm di Bergamo Emanuele Marchisio, confermando la richiesta d’ergastolo e contestando la memoria della difesa di Moussa Sangare sul tempo del delitto, a dire della difesa non sufficiente per come è stato ricostruito, ha detto che l'aggressione è stata "velocissima e rapidissima": "Lo racconta lui stesso - ha detto Marchisio - : la prima coltellata viene data mentre ancora era sulla bici, gli altri fendenti mentre Sharon scappava". "Identica" la versione davanti al gip. Ci sono altri dati inconfutabili per il pm: "le telecamere, ci dimostrano che non c'è nessuno a quell'ora che scappa in bicicletta a 32-33 chilometri orari, c'è solo Sangare".

A proposito dei dubbi sollevati dalla difesa sull'autopsia, Marchisio ha spiegato che l'esame delle ferite sul corpo di Sharon, cinque, di cui quattro mortali, ci descrivono "tecnicamente il fatto in modo perfettamente corrispondente con quanto dice lui. E Sangare ancora non era saltato fuori" E il ritrovamento sulla bicicletta del Dna di Sharon si spiega in un solo modo: Sangare ha ucciso Sharon perché non si erano mai visti né conosciuti. Marchisio ha inoltre escluso"qualsiasi tipo di contaminazione" di quel Dna come invece suggerito dalla difesa.

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L’avvocato della famiglia

Per l'avvocato Lugi Scudieri, difensore di parte civile della famiglia di Sharon Verzeni: “Non è rimasto più alcun dubbio né sulla colpevolezza di Moussa Sangare, né nella ricostruzione della vicenda”.

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